Sull’asilo paritario di Zorlesco

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L’Art. 33 della Costituzione italiana, al 3° comma, dispone che: [...] “Enti e privati hanno il diritto di istituire scuole ed istituti di educazione, senza oneri per lo Stato”. [...] Dice anche che: [...] “La legge, nel fissare i diritti e gli obblighi delle scuole non statali che chiedono la parità, deve assicurare ad esse piena libertà e ai loro alunni un trattamento scolastico equipollente a quello degli alunni di scuole statali.” [...] Significa che le scuole private non devono comportare oneri per lo Stato e che il privato proprietario deve garantire ai suoi alunni un trattamento almeno uguale (e se vuole superiore) a quello garantito dalle scuole pubbliche e quindi dallo Stato.

L’Art. 34 della Costituzione italiana, cita testualmente: […] “La scuola è aperta a tutti. L’istruzione inferiore, impartita per almeno otto anni, è obbligatoria e GRATUITA”. Questo ultimo fondamentale passaggio, viene sancito ed avvalorato, anche all’interno della “Dichiarazione universale dei diritti umani” dell’ONU.

A dispetto di tutto ciò, in data 5 febbraio 2018, i genitori della scuola privata paritaria “Maria bambina” di Zorlesco, ricevono una missiva dalla scuola alquanto inquietante, portante la firma del “Legale Rappresentante” Sig.ra Irenea Moiraghi Dellanoce. In questa lettera informativa, divulgata un giorno prima del termine delle iscrizioni, viene, in un primo momento, comunicato che il plesso chiuderà  i battenti il 30 luglio 2018 causa il mancato raggiungimento del numero minimo di iscritti per l’anno scolastico successivo, accusando in primis i genitori, nell’aver ritardato nelle iscrizioni (o nell’aver scelto legittimamente altro, aggiungeremmo noi) ed in secondo luogo accusata di sleale comportamento la scuola statale, rea di iscrivere gli alunni gratuitamente.

Sgomberata la “bufala anticostituzionale ed ILLEGALE” che la scuola statale si comporti slealmente, ribadendo l’inciso che la scuola statale deve essere per legge GRATUITA (e ci mancherebbe altro!), riteniamo quantomeno scorretto il comportamento della “Rappresentante Legale” della scuola paritaria Zorleschina. Infatti, non mettiamo in dubbio l’apporto importante in termini di istruzione e sociali, ma poniamo l’attenzione sulla mistificazione dei fatti, viene omesso di dire che il Comune di Casalpusterlengo eroga come contributo alla paritaria ben 22.000 Euro annui, contro una cifra irrisoria (specialmente se si confronta il numero di utenti) nell’ordine delle poche migliaia di Euro, destinate alla scuola pubblica statale dell’infanzia, inoltre tale atteggiamento al limite dell’arroganza, vige sulle spalle dei bambini conseguentemente strumentalizzati. Sovente si ripete questa “minaccia”, atta ad accaparrarsi utenza e ad accrescere i proventi provenienti dal Comune e quindi dalle tasse di TUTTI i cittadini (anche di chi per scelta, preferisce l’istruzione pubblica GRATUITA), una minaccia che grava sugli ignari ed in buona fede genitori e che rende precari vari validi insegnanti e collaboratori, quindi tutti lavoratori della scuola paritaria. Le tasse che tutti paghiamo, per quel poco che ne resta (ma questa è altra storia), devono essere utilizzate per i servizi di tutta la società nel suo insieme. Perché le mie tasse devono alimentare un privato? Lo Stato, discrezionalmente, decide se e quanto inserire nelle finanziare, come contributo da destinare alle paritarie, ma non ne è obbligato!

In sintesi ci pare di capire che il mantra della Sig.ra Dellanoce sia: FATTURARE!

Come Movimento R-Evoluzione, condanniamo il comportamento della paritaria di Zorlesco, così come quello Comunale, alla quale amministrazione appuntiamo quanto segue: la pesante crisi economica che ha colpito anche il nostro Paese, ha portato come una delle conseguenze, la riduzione di finanziamenti verso tutto ciò che è pubblico, passando dalla sanità, alla scuola, al lavoro ecc. Sorge spontanea una considerazione: ammesso e non concesso che fosse necessario tagliare i fondi destinati alla scuola pubblica, perché si sovvenzionano così generosamente le scuole private? Inoltre siamo a sollecitarla di impegnarsi nel trovare una soluzione importante e definitiva, mettendo a disposizione un’ulteriore sezione nella scuola pubblica dell’infanzia di Zorlesco, con relativa assunzione di nuovo personale docente ed ausiliario, destinando alla stessa il giusto contributo economico. Non vorremmo altresì divenire spettatori inermi di passaggio dei bambini in lista verso plessi di altri paesi limitrofi, per poi ritrovarsi fra pochi anni a dovere scongiurare la chiusura anche della scuola primaria pubblica di Zorlesco.

Oggi ciò che era pubblico e quindi della collettività non viene garantito, non viene alimentato economicamente oppure viene privatizzato o ancora si preferisce elargire contributi direttamente ai privati che al pubblico si sostituiscono o concorrono con esso.

La cultura e l’istruzione sono diritti fondamentali per un Paese sano e civile, diritti di tutti e non solo per pochi. E’ così che si vogliono incentivare? Questi sono problemi reali delle famiglie, che amano i propri figli e che per essi vogliono il meglio ma pare che alle istituzioni ed ai privati ciò non importi, costoro guardano esclusivamente, chi al risparmio, chi al profitto!

 

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