Schiavismo a Casalpusterlengo (nel 2015)

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Nel consiglio comunale del 29 10 2015 è stata ufficialmente introdotta a Casalpusterlengo la schiavitù, è passato infatti il Baratto Amministrativo.

 

In pratica, una nuova norma dello Stato, prevede che i comuni abbiano la facoltà di approvare un regolamento che consenta, ai cittadini in stato di bisogno, di pagare una parte delle tasse comunali arretrate, tramite piccoli lavori di manutenzione.

Il comune stabilisce, di fatto, chi può accedere a questa agevolazione e quali sono i lavori (da effettuare sotto il controllo del comune) che possono essere effettuati.

 

Il baratto amministrativo gode di antenati illustri risalenti addirittura all’antico Egitto, in varie forme è stato adottato nell’impero romano fino ad evolversi nel medioevo nel famoso sistema delle corveè (prestazione dovuta da parte del vassallo al signore feudale tramite giornate di lavoro gratuito), abolito poi nel 1789 dai rivoluzionari francesi e ristabilito a Casalpusterlengo nel 2015 dal M5S e dal PD.

 

Il Movimento Revoluzione si oppone allo sfruttamento e all’umiliazione dei cittadini in difficoltà da parte delle istituzioni e denuncia che la generosa offerta dei grillini e del partito “democratico” non si rivolge certo agli evasori fiscali, ma alla cosiddetta «insolvenza incolpevole». Vale a dire al contribuente che non è stato in grado, per avverse condizioni o, peggio, per sproporzione permanente tra il proprio reddito e la pressione fiscale cui è sottoposto, di saldare il debito.

Si tratta, insomma, di una forma mascherata di coazione, che esclude qualunque valutazione sull’equità fiscale

Il lavoro deve essere retribuito e le tasse si pagano in base alla capacità contributiva (art.53 Costituzione), senza umiliare i malcapitati che hanno avuto la disgrazia di nascere in questo Stato con pretese di stampo feudale.

Il M5S e Il PD stanno creando le basi per gravissime umiliazioni e abusi sui lavoratori.

 

 

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