Perchè siamo contro i fondi alle scuole private-Risposta al direttore de Il Cittadino

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Il giorno 22 agosto 2016 il quotidiano locale “Il Cittadino” ha pubblicato la nostra lettera con la quale ci dichiaravamo contrari all’aumento dei fondi alle scuole private di Codogno (e ai fondi alle private in generale). A chiusura il direttore del giornale, dottor Pallavera, commentava nel seguente modo: “Rispettiamo l’opinione del signor Galluzzi, e non vogliamo entrare assolutamente nelle decisioni dell’amministrazione comunale di Codogno, perché non ci compete. Ci permettiamo però di aggiungere in merito qualche domanda: se un operaio volesse far frequentare al proprio figlio una scuola paritaria cattolica, perché non dovrebbe poterlo fare? Perché si esige che le scuole cattoliche debbano essere frequentate solo dai benestanti? Non è forse anche questa un’ingiustizia verso i meno abbienti?”. Pubblichiamo, di seguito, la risposta che abbiamo inviato al dottor Pallavera e al quotidiano da lui diretto.

A margine della nostra lettera riguardante l’aumento dei fondi alle scuole private il direttore di questo giornale, dottor Pallavera, poneva alcune domande. Le questioni poste ci danno l’occasione di chiarire e approfondire la nostra posizione. Da anni ci battiamo contro i fondi comunali alle scuole private. Lo facciamo per alcuni semplici motivi. Riteniamo, per esempio, che la Costituzione della Repubblica italiana debba essere applicata e rispettata e tale Costituzione, all’articolo 33, recita: “Enti e privati hanno il diritto di istituire scuole ed istituti di educazione, senza oneri per lo Stato”. Riteniamo, poi, che lo Stato debba favorire il pubblico e non il privato. Ne consegue, a nostro avviso, che i fondi alle scuole private debbano essere cancellati. Sia chiaro, non abbiamo nulla contro chi desidera mandare i propri figli alle scuole private, ma questa deve essere una decisione personale che non deve pesare sulle tasche della collettività. Vorremmo porre noi alcune domande: perché è sbagliato eliminare i fondi alle scuole private mentre è giusto tagliarli alle scuole pubbliche? Quella scuola che, è bene ricordarlo, è nata per garantire al figlio dell’operaio e del contadino una istruzione prima negata. Ancora: perché lo Stato dovrebbe sacrificare l’istruzione pubblica e statale e favorire quella privata? Perché gli alunni delle scuole pubbliche dovrebbero portarsi da casa fogli, carta igienica e altri materiali o addirittura fare mercatini e iniziative per finanziarsi, mentre alle scuole private vengono garantiti fondi succosi? Di nuovo: perché si dovrebbero usare soldi pubblici per “calmierare” le rette delle scuole private, mentre non si possono calmierare i prezzi dei beni di prima necessità, soprattutto ora, in un momento di fortissima crisi come quello che stiamo vivendo?

Da parte nostra noi del Movimento R-evoluzione continueremo a difendere la scuola pubblica. Lanciamo inoltre una provocazione. Si vuole sapere cosa ne pensano i cittadini? Si faccia un referendum, come è stato fatto a Bologna qualche anno fa. I bolognesi si sono espressi per l’eliminazione dei fondi alle scuole private, in modo da rispettare la Costituzione e aiutare con fondi pubblici la scuola pubblica. Cosa risponderebbero i codognesi?

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