Perché il Flow City non ci convince

L’amministrazione comunale ci presenta il progetto Flow City come la risposta necessaria nell’immediato a un bisogno imminente della popolazione per quanto riguarda la tematica della disabilità.
Siamo convinti che il mondo che coinvolge le persone diversamente abili e le loro famiglie sia uno dei mondi più complessi, densi di difficoltà e bisogni, a cui bisogna rispondere con politiche e servizi efficaci ed efficienti.
È proprio la consapevolezza di tale complessità che vorremmo rintracciare nelle intenzioni della giunta; purtroppo però uno sguardo ravvicinato fa emergere una serie di criticità non sufficientemente analizzate.

PERCHÉ FLOW CITY NON CONVINCE?

•    Troppo poco tempo è stato dedicato alla stesura e alla valutazione del progetto: quando si parla di temi così importanti la fretta non può essere padrona!
•    A differenza di quanto viene enunciato dalla giunta, sul territorio non vi è un bisogno concomitante per tutt’i e quattro i servizi pensati nel progetto (RSD, CDD, CSS, CSE): mentre da un lato possiamo dire che c’è un bisogno di nuovi posti per una RSD (siamo a conoscenza di liste d’attesa per i servizi già presenti nella Provincia di Lodi), dall’altro lato questo urgente bisogno non c’è ad esempio per il CDD (sul territorio troviamo infatti centri con liste d’attesa vuote o posti accreditati non ancora occupati: vedi il CDD di Graffignana o il CDD Volo Libero di Casalpusterlengo).
•    Per riempire il CDD Flow City, la giunta suggerisce di spostare l’utenza dai centri in cui è già inserita, senza contare l’equilibrio e la qualità della vita raggiunti da ogni singola persona disabile magari in anni di socializzazione, ma solo in un’ottica puramente economica di risparmio (ad esempio sui trasporti).
•    Non è specificato il tipo di utenza che si vuole accogliere, e questo denota una valutazione non approfondita del fenomeno.
•    Non è specificato il tipo di impostazione psico-pedagogica: è necessario che una struttura si dia una chiara e precisa modalità di intervento educativo; tale impostazione tecnica e teorica è proprio ciò che le famiglie in questa situazione chiedono, a garanzia della qualità del servizio rivolto al loro caro.
•    Non vi è, a nostro avviso, una concezione realistica dei livelli di saturazione degli ingressi (si pensa cioè che la maggior parte dei posti venga occupata da subito, cosa che tendenzialmente non accade).

Il progetto flow city è stato approvato dal consiglio comunale del 22 febbraio 2014 nonostante il parere contrario del responsabile finanziario e del vice segretario e con l’astensione dell’assessore al Bilancio con 10 voti contro 9. I cittadini si troveranno con un mutuo in più da pagare di ben 1.700.000 euro pagabili in 15 anni. Per anni questa giunta ha accusato il centro sinistra, giustamente, di aver fatto un enorme debito (15 milioni di euro) che graverà sulle spalle dei cittadini per vent’anni. Peccato che a sua volta ha agito allo stesso modo con l’aggravante dei pareri contrari dei funzionari e l’astensione dello stesso assessore al bilancio. Per l’ennesima volta il Sindaco si è dimostrato irragionevole ignorando la sostanziale contrarietà al progetto venuta da esperti e funzionari e mettendo in serio pericolo la stabilità del bilancio comunale già fortemente compromesso dai debiti e da scelte politiche sbagliate.

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