Nuova amministrazione: un semplice cambio di poltrone!

Uno dei primi provvedimenti presi dall’amministrazione di centro”sinistra” è stato assegnare l’incarico di Presidente dell’Azienda Speciale, un classico caso di spartizione delle poltrone. Se un Presidente ha lavorato bene e ha eseguito il suo compito in modo corretto non dovrebbe essere cambiato. Ma  la carica di presidente non dipende dalle sue capacità, bensì dalla sua appartenenza allo schieramento politico vincente. Dico schieramento politico vincente e non appartenenza politica perché il nuovo Presidente non si capisce a quale gruppo politico, coalizione o partito appartenga. Infatti il nuovo presidente Spelta, incredibile ma vero, è stato l’assessore al bilancio della tanto odiata (si fa per dire) giunta Parmesani. L’ex assessore si è spesso scontrato con il centro sinistra sulla questione dei debiti derivanti dai mutui per la costruzione della nuova casa di riposo, ma non solo: quando la giunta Parmesani decise di vendere la farmacia comunale l’ex assessore allora dimissionario dalla giunta non nascose la sua soddisfazione per tale scelta mentre il suo attuale alleato il centro sinistra espresse un parere totalmente contrario, arrivando addirittura ad una raccolta firme per indire un referendum col Movimento R-evoluzione per impedirne la vendita. Da Spelta venne anche istituito il pagamento del post e pre scuola osteggiato sempre dal centro sinistra, e lo stesso si pronunciò per la vendita del patrimonio pubblico, forse l’unico punto sul quale si trovarono d’accordo tutti gli schieramenti politici ad eccezione del Movimento R-evoluzione.
Viene allora da domandarsi: come fa un uomo di centro destra a spostarsi cosi repentinamente al centro sinistra? Attaccamento alle cariche? Folgorazione sulla via di Damasco? Oppure amore per la città e quindi, al di la dello schieramento politico, l’importante è contribuire al miglior funzionamento dell’azienda per il bene di tutti?
Niente di tutto questo. Il motivo è semplice. Oramai sia il centro destra che il centro sinistra hanno la stessa visione politica: privatizzare, cioè consegnare nelle mani dei privati tutto quello che è pubblico,  ovviamente a basso costo e lo possono fare perché hanno fatto passare l’idea che ciò che è pubblico è un peso per la società,  mentre se è privato funziona meglio. Concetto assolutamente falso,  basta vedere quanti soldi sono stati regalati alla grande industria privata  e alle banche private, dai governi sia di centro destra che di centro sinistra, col risultato che le banche usano i soldi rapinati ai cittadini con tasse abnormi nelle speculazioni finanziare, e la grande industria  ha delocalizzato la propria produzione, utilizzando i soldi dello Stato, cioè dei cittadini  creando milioni di disoccupati, che ricadono ancora sulle spalle dello Stato (i più fortunati),  oppure vengono buttati in mezzo alla strada. Questa è la nuova filosofia che guida i “nuovi” amministratori a qualsiasi schieramento appartengono. Il Presidente Spelta è la dimostrazione lampante di questa politica. Ma non c’è proprio nessuna differenza tra i due schieramenti? No,  tant’è che non c’è solo Spelta che l’ha praticata, ed è stato ben accettato da quello che per lui fino a ieri era il suo avversario politico senza che cambiasse una virgola  delle sue opinioni politiche,  ma c’è pure Curioni che nelle elezioni del 2009 era schierato con la lista Parmesani e che oggi ha piazzato nel centro sinistrato un suo uomo,  con grande gioia del Sindaco grande tifoso dell’Assigeco, di proprietà dello stesso Curioni. Non sappiamo se la gioia del Sindaco sia stata condivisa da molti elettori del PD ma pensiamo di no, visto che il PD pur vincendo, non ha nemmeno recuperato parte dei 1500 voti persi dal centro destra, che sono andati ai 5 Stelle e nell’astensione, anzi ne ha persi una quarantina  rispetto alle ultime amministrative.  A conclusione possiamo dire, senza essere smentiti, che il cambio di giunta è stato solo un cambio di poltrone ma non di politica amministrativa che è sempre la stessa: svendita del patrimonio pubblico, tagli dei servizi,  aumento di tasse e tariffe e regali a scuole private e clero.

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