Codogno: “Qua non si fa politica”!

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Ritorniamo di nuovo sul divieto di effettuare volantinaggio politico nella città di Codogno, divieto che riteniamo assurdo ed incostituzionale. Riassumiamo brevemente i fatti per chi ancora non dovesse esserne a conoscenza. Il giorno 10 giugno un esponente del Movimento R-evoluzione si è recato presso il Comune di Codogno per avere chiarimenti riguardo il volantinaggio di propaganda politica (il semplice volantinaggio nelle piazze e nei mercati, base e fondamento di ogni attività politica). La risposta ottenuta dagli uffici comunali è stata netta: il volantinaggio di propaganda politica è vietato nella città di Codogno. In base a cosa? In base al Regolamento per l’applicazione dell’imposta comunale sulla pubblicità che, al Capo V-Limitazione e divieti, articolo 5.2 comma 2 recita: “E’vietata su tutto il territorio comunale la pubblicità effettuata mediante distribuzione a mano di volantini o apposizione degli stessi su automezzi in sosta in spazi ed aree pubbliche.” (il regolamento è stato approvato nel 2007 e modificato per due volte nel 2008). Ci troviamo di fronte ad un pericolosissimo paradosso giuridico: un regolamento comunale limita un diritto sancito dalla Costituzione. Ciò va contro il principio della gerarchia delle fonti (che prevede che niente possa essere messo al di sopra della Costituzione) e contro il comune buon senso. Detto questo dobbiamo forse ricordare che, come già accennato, la libertà di pensiero e di espressione è tutelata dalla Costituzione e da altri documenti estremamente importanti. Il lettore ci perdonerà se ci lasciamo andare ad un breve elenco. I succitati diritti sono garantiti da:

 1)      L’articolo 21 della Costituzione della Repubblica italiana che così recita: “Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.”

2)      L’articolo 19 della Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo (ONU, 1948) che così recita: “Ogni individuo ha il diritto alla libertà di opinione e di espressione, incluso il diritto di non essere molestato per la propria opinione e quello di cercare, ricevere e diffondere informazioni e idee attraverso ogni mezzo e senza riguardo a frontiere”

3)      L’articolo 10 della Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali che così recita: “Ogni individuo ha diritto alla libertà di espressione. Tale diritto include la libertà di opinione e la libertà di ricevere o di comunicare informazioni o idee senza che vi possa essere ingerenza da parte delle autorità pubbliche e senza limiti di frontiera.”

4)      L’articolo 11 della Carta di Nizza che così recita: “Ogni individuo ha diritto alla libertà di espressione. Tale diritto include la libertà di opinione e la libertà di ricevere o di comunicare informazioni o idee senza che vi possa essere ingerenza da parte delle autorità pubbliche e senza limiti di frontiera.”

 Insomma, il regolamento comunale di Codogno vieta ciò che viene garantito e tutelato dalla Costituzione e dalle più alte carte dei diritti a livello internazionale. Sembra di ritornare ad decenni e decenni fa quando, nel periodo più buio della nostra storia, un terribile regime appendeva ovunque i famosi cartelli “Qui non si fa politica”. Una considerazione, allora, si impone. La tutela e la salvaguardia della Costituzione, della democrazia, della libertà e dei diritti passano anche da qui, passano anche da queste battaglie territoriali contro le chiusure autoritarie. Passano anche attraverso l’osservazione attenta della realtà che ci circonda (anche al più piccolo livello di quartiere), attraverso la denuncia di ciò che non va e la lotta per cambiare realmente le cose. Sempre, quotidianamente, con costanza. O le conseguenze potrebbero essere gravissime. Avete mai sentito parlare del principio della rana bollita?

 Inutile dire che non siamo rimasti con le mani in mano. Lunedì 13 giugno abbiamo consegnato una lettera al sindaco Passerini, all’Amministrazione e al Consiglio comunale in cui chiediamo ulteriori chiarimenti e la modifica di suddetto regolamento che, è bene ribadirlo, riteniamo incostituzionale. Inoltre, nello stesso giorno, abbiamo inviato un esposto al Prefetto di Lodi per chiedere una opinione ed un intervento sul tema. Non siamo soli: al nostro fianco si sono subito schierati il Movimento RadicalSocialista del Lodigiano ed i compagni di Convergenza socialista. Invitiamo tutti i cittadini e tutte le forze realmente democratiche (di Codogno, ma anche di altre città: la libertà è un bene collettivo e va difesa ovunque sia in pericolo) ad unirsi a noi.

 

 

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