Codogno – In strada ormai serve la tuta da palombaro

Scrivo queste poche righe il giorno 26 giugno, appena dopo il mio rientro a casa in seguito ad una giornata di trasferta in quel di Milano. Proprio il tragitto dalla stazione a casa (eseguito rigorosamente a piedi) ha scatenato in me queste riflessioni. Come tutti sanno il 26 giugno si è abbattuto sulla nostra città l’ennesimo temporale. La furia degli elementi, ovviamente, non è affare politico, ma l’incuria sì. Cosa si nota camminando lungo il viale di Codogno (ma non solo) in una giornata di pioggia? La risposta è semplice: si nota il grave stato in cui versano le strade cittadine, piene di buche e crepe che, alla prima pioggia, si trasformano in veri e propri laghi. Ora, qualche mente illuminata potrebbe far notare che l’Amministrazione ha di recente rifatto la pavimentazione stradale. Vero, ma l’operazione, aggiungiamo noi, è stata in realtà un misero contentino, un rattoppo fatto ad alcuni pezzi della rete stradale. E, ovviamente, riservata alla sola parte di strada dedicata al transito automobilistico. Poco o nulla (più nulla che poco) è stato fatto per i marciapiedi, lasciando così pedoni e ciclisti nel disagio e nel pericolo. E ricordate che mi sto riferendo alla sola circonvallazione, altrimenti al posto di queste poche righe avrei dovuto scrivere un libro.
Una domanda, ora, sorge spontanea: l’incuria si limita alle sole buche? No. Nella settimana tra il 16 ed il 22 giugno ho avuto modo di girovagare a piedi per la città. Non che la cosa rappresenti per me una novità, ma quella settimana, per una serie di coincidenze, ho girato più spesso del solito. Limitandomi sempre alla sola circonvallazione ho notato prima di tutto il grave degrado del verde, tappezzato di cartacce, gomme da masticare, materiali plastici e affini, per non parlare dei chiodi o dei pezzi di vetro che più volte mi sono trovato a schivare (e tutti noi sappiamo quanto questi rifiuti possono essere pericolosi per i pedoni, per i ciclisti o per i nostri amici a quattro zampe). La cosa, comunque, non finisce qui. Anzi, peggiora. Una cosa gravissima che ho notato è stata la carcassa di un ratto abbandonata per tre giorni (N.B. tre giorni!) in mezzo al marciapiede di Viale Risorgimento, proprio davanti alla bella Villa Biancardi. Inoltre, in Viale Trieste, vicino al parco dedicato alla Resistenza, ho rinvenuto la carcassa di un merlo che probabilmente, visto lo stato, era lì da diverso tempo.
Dopo quanto detto preferisco fermarmi (anche se potrei andare avanti a lungo)e arrivare alle conclusioni. Le strade sono, all’esterno, il biglietto da visita della città, mentre rappresentano, all’interno, uno dei maggiori veicoli attraverso cui favorire la socialità. Buone strade invogliano la passeggiata e, di conseguenza, l’incontro tra cittadini, che è la base per una buona socialità. Contemporaneamente esse simboleggiano una città ordinata, pulita, con un buon stile di vita. Abbiamo un viale alberato (uno degli ultimi!) molto bello, abbiamo un centro città altrettanto bello, non lasciamo che tutto ciò vada perso! Una Amministrazione che non cura come si deve la rete stradale è una Amministrazione che non si cura dei cittadini!
Ora smetto di scrivere. Noto che sta terminando la pioggia e voglio correre a comprare una tuta da palombaro. Non si sa mai che debba di nuovo affrontare le buche di Codogno durante un temporale…

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