CAOS TEATRO: ALTRA FIGURACCIA DELLA GIUNTA PARMESANI

Il comune di Casalpusterlengo non ha più chi gestisce il teatro. Lunga è la storia del teatro di Casale. Dopo essere restato chiuso per parecchi anni, la giunta di centro-sinistra a guida Rebughini volle ristrutturarlo per riconsegnarlo ai cittadini. Meritevole l’intenzione, purtroppo però non vennero valutate bene le possibilità e i modi di farlo funzionare.
Si pensò subito di darlo in gestione al privato. Il centro-sinistra al tempo era in grande trasformazione ed aveva sposato in pieno la politica liberista che ha come principio: “ il privato è bello “! Tradotto, si è ristrutturato il teatro con i soldi dei cittadini e lo si è consegnato a un privato che ci ha guadagnato.
Ma c’è di più! Si sono dati soldi pubblici al privato per gestirlo. Con questa “nuova formula” si voleva far credere ai cittadini che le cose sarebbero andate per il meglio. Niente di più falso, come peraltro da noi denunciato. I privati, fino a che hanno guadagnato l’hanno gestito, come hanno avuto delle perdite l’hanno mollato, accollando i debiti al Comune.
Noi ai tempi avevamo sostenuto la proposta fatta da alcuni cittadini, amanti del teatro, di costituire una fondazione di associazioni con la partecipazione anche del comune e di privati. Proposta bocciata dall’amministrazione Rebughini perché ritenuta impraticabile.
Oggi ancora una volta i fatti ci danno ragione. Per riavere il teatro i cittadini di Casale hanno speso milioni di euro e ad oggi ci ritroviamo il teatro chiuso.
Oltre ai costi di gestione proibitivi, per come è stata impostata la gestione, vi è anche l’incapacità di questa amministrazione di confrontarsi con chiunque, l’incapacità di amministrare nell’interesse dei cittadini.
Il Gestore, il Teatro Litta, ha deciso di recidere anticipatamente il contratto, perché di fronte alle sue richieste per mettere a norma di sicurezza il teatro e a quelle di avere un incontro con i responsabili del comune (leggi Assessore alla cultura Grazioli, Lega Nord) ha trovato le porte chiuse. A noi viene un dubbio: non è che l’amministrazione si rifiutava di incontrare il gestore perché a fronte delle sue richieste avrebbe risposto: BOH?

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