Viva la Russia! Viva Putin

putinMolto spesso sentiamo diverse persone, anche bravi compagni, inneggiare alla Russia e a Putin e sostenere apertamente l’attuale assetto politico-economico russo poiché “frena gli americani”.
Non possiamo non notare che chi sostiene questa tesi parte da una base corretta per arrivare a delle analisi errate. Vediamo di chiarire qualche dubbio sulla natura odierna della Russia tramite questo articolo scritto sotto forma di domanda-risposta.

D: dobbiamo sostenere la Russia come sostenevamo l’Unione Sovietica?
R: no. Difendere l’Unione Sovietica (un dovere di ieri come di oggi) implica la difesa di un sistema economico socialista. La difesa, comunque, non deve essere acritica e deve mostrare tutti gli errori commessi, specialmente dopo la svolta revisionista. Difendere la Russia di oggi, invece, vuol dire difendere un sistema economico capitalista ed imperialista. Con l’Unione Sovietica si difendeva quella che, pur con tutti i suoi limiti, era un’amica ed alleata. Con la Russia si sostiene un sistema a noi nemico (e non smette di farlo notare applicando quotidianamente una repressione nei confronti delle forze comuniste e d’opposizione).

D: che posizione dobbiamo tenere nei confronti della Russia?
R: semplicemente la posizione che teniamo con tutti i paesi: una critica del sistema sociale capitalista, una critica anche feroce, ma che si deve trasformare in difesa qualora il paese in questione venisse aggredito da un imperialismo più forte. Facendo un esempio pratico: quando la Russia viene aggredita dall’imperialismo americano e da quello europeo, che tentano in tutti i modi di circondare e contenere il gigante eurasiatico, noi dobbiamo difendere Mosca. Ma lo dobbiamo difendere solo in quanto paese aggredito dall’imperialismo. Insomma, non ne accettiamo il sistema politico-economico, non diventiamo amici ed alleati della Russia, ma ne difendiamo il diritto alla sovranità e alla pace.

D: insomma, la Russia è un paese imperialista?
R: sì, la Federazione Russa è un paese imperialista. Essa è retta dal capitalismo, quindi, inevitabilmente, ha scelto la via dell’imperialismo. Il processo imperialista ha subito un’accelerazione dopo che la Russia ha visto togliersi tutti i paese ex-socialisti nell’Europa orientale (ad eccezione della Bielorussia, ancora in sfera russa), che ora orbitano attorno all’imperialismo europeo rappresentato dall’Unione Europea. Proprio per questo la Federazione Russa ha aumentato gli sforzi per creare una solida sfera d’influenza nel Caucaso ed in Asia. Lo dimostrano i vari trattati economico-militari con gli ex paesi sovietici dell’area e con altre potenze regionali, come Siria e Iran. L’imperialismo russo ha mostrato il suo lato più aggressivo nel 2008, con l’aggressione ai danni della Georgia, che ha portato ad una mutilazione dei territori di Tbilisi.

D: però la Russia svolge una funzione antimperialista contro gli Stati Uniti
R: ciò è errato. È vero che Mosca frena lo strapotere (in declino) degli USA, ma non lo fa in funzione puramente antimperialista. Lo fa per affermare il proprio potere imperialista e per sostituirsi agli Stati Uniti come potenza egemone. Insomma, è il classico conflitto interimperialista per la supremazia. La Russia difende i propri interessi e questo la porta inevitabilmente e scontrarsi con gli Stati Uniti e, in alcuni casi, a frenare Washington. Per quanto possiamo essere contenti nel vedere gli arroganti Stati Uniti battuti non dobbiamo dimenticare che la vittoria russa non è più vittoria del socialismo, bensì vittoria di un altro blocco imperialista. Insomma, nella Prima guerra mondiale avreste scelto l’Intesa o gli Imperi centrali? Nessuno dei due, poiché entrambi erano gruppi di potere capitalista. Così ora chi dovremmo scegliere tra Russia e Stati Uniti? Nessuno dei due, poiché entrambi sono paesi imperialisti. Certo, qualora un paese aggredisse l’altro non esiteremmo a difendere il paese aggredito, come detto sopra. Ma questo non vuol dire che, in condizioni normali, ci alleeremo con una delle due potenze.

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