Ucraina: il ruolo dell’imperialismo

fascisti_ucraina

In questi giorni abbiamo assistito alla guerra civile che ha infiammato l’Ucraina. I mass-media occidentali, l’Unione Europea, la NATO e l’imperialismo dominante dipingono l’insurrezione come rivolta democratica contro Janukovyč. Siamo sicuri che sia veramente così? Siamo sicuri che gli insorti siano davvero campioni di democrazia e libertà? Proviamo a fare una breve analisi.

I fatti

Tutto iniziò il 21 novembre 2013. Quel giorno il Presidente Janukovyč e il Governo ucraino interrompono i negoziati per un accordo di associazione con l’Unione Europea. La parte occidentale del Paese (la più “europeizzata” e vicina, per propria storia, all’Europa) inizia una serie di manifestazioni contro la decisione governativa. Le “proteste” ben presto degenerano in insurrezione. Janukovyč risponde proponendo all’opposizione la formazione di un nuovo governo. L’opposizione rifiuta, gli scontri continuano e l’Occidente (Stati Uniti in testa) santifica le “proteste” dell’opposizione.

La svolta del primo gennaio, le forze in campo

1 gennaio 2014, giorno della svolta. A seguito di iniziative fatte dal partito nazista le piazze cadono sotto l’egemonia fascista, lautamente finanziata (anche, e soprattutto, militarmente dagli Stati Uniti, dall’Unione Europea e dalla NATO). Ma da quali Partiti è composta l’opposizione? I mass-media italiani insistono solo sul carattere nazionalista di queste forze, ma la realtà è ben diversa. Il maggior Partito dell’opposizione è, ovviamente, l’ Unione pan-ucraina “Patria” di Julija Timoshenko, liberata pochi giorni or sono dalle armi fasciste. Secondo Partito, per ordina di importanza elettorale, è l’ Alleanza democratica per la riforma ucraina del “liberale” di centrodestra Vitalij Klishko. Al terzo posto (ma solo per importanza elettorale) è l’ Unione pan-Ucraina per la libertà, meglio conosciuta come Svoboda. Non fatevi ingannare dal nome, l’attuale Svoboda si chiamava, in precedenza, Partito Nazionalsocialista d’Ucraina.
Accanto ai tre partiti parlamentari stanno due organizzazioni extra parlamentari. Da un lato abbiamo il Congresso dei nazionalisti ucraini (raggruppamento nazista sorto sulle ceneri delle organizzazioni stay-behind presenti nell’Ucraina sovietica), dall’altro abbiamo Autodifesa ucraina, già noto per aver inviato propri militanti a combattere contro i russi in Cecenia e Ossezia.
Sopra questa alleanza che parte dalla destra istituzionale e arriva alla destra estrema ed eversiva troneggia la Chiesa ortodossa d’Ucraina, che sostiene gli insorti in funzione anti-russa.

Il colpo di Stato e la temporanea presa del potere da parte dei fascisti

Dopo mesi e mesi di vera e propria guerra civile durante i quali le forze fasciste sono state armate dalla NATO, dagli Stati Uniti e dall’Unione Europea, inizia l’assalto finale ai palazzi governativi che crollano sotto i colpi degli insorti (con qualche strana complicità di settori delle Forze Armate, che si sono rifiutati di intervenire a seguito di appelli da parte della NATO). Gli iniziali accordi presi tra Janukovyč e le forze d’opposizione non vengono rispettati e il palazzo presidenziali, cosiccome gli altri palazzi governativi, vengono assaltati dalla canaglia fascista. Il Presidente scappa e il Governo nato a seguito di libere e democratiche elezioni viene sostituito da una sorta di giunta. Le riunioni parlamentari si svolgono con la presenza di squadracce armate. Subito la canaglia fascista si getta sulle opposizioni, vecchie e nuove. Le sedi del Partito Comunista vengono assaltate e saccheggiate, con successivi falò in cui si bruciano quadri, documenti, libri e materiali propagandistici del PCU. I membri del Partito delle Regioni (il Partito di Janukovyč) vengono manganellati dai nuovi squadristi. In tempi ultra rapidi viene approvata una legge che toglie alla lingua russa lo status di lingua ufficiale. I fascisti di Svoboda propongono di fermare le ricezione di canali televisivi russi. In Parlamento viene depositata una proposta di legge per rendere illegale il Partito Comunista e il Partito delle Regioni. Contemporaneamente il “Governo” avvia i processi per rimuovere i funzionari antifascisti che si oppongono al golpe. Nelle piazze vengono distrutte le statue di Lenin e i monumenti ai soldati dell’Armata Rossa caduti durante la Seconda Guerra Mondiale, eroi e martiri per la libertà del popolo ucraino ed europeo. Uno schifoso tentativo di eliminare il glorioso passato e la vittoria della coalizione antifascista.
Nonostante tutto questo le forze antifasciste (capeggiate dal Partito Comunista) si organizzano per contrastare i golpisti. Nascono picchetti a difesa dei monumenti storici, vengono indette manifestazioni di piazza contro la canaglia fascista, le città simbolo della Resistenza (come Sebastopoli) non si piegano e avviano una nuova guerra santa contro le orde nere. Tutto questo getta un raggio di sole sulla situazione ucraina e lascia pensare ad una possibile vittoria delle forze antifasciste.

L’imperialismo occidentale e il fascismo

A livello internazionale i golpisti ucraini sono appoggiati dal blocco imperialista occidentale, composto prevalentemente da Stati Uniti, Unione Europea e NATO. L’utilizzo del fascismo non è nuovo per l’Occidente. Oltre agli storicamente provati finanziamenti al fascismo durante la prima metà del ‘900 è interessante notare come elementi di comprovata natura fascista (come ad esempio Jaroslav Stetsko che fu Primo Ministro ucraino durante l’occupazione nazista) trovarono caloroso asilo negli Stati Uniti. Non solo, essi furono riabilitati e usati in funzione anti-sovietica (il già citato Stetsko, ad esempio, divenne leader del movimento del Blocco delle nazioni anti-bolsceviche e membro della Lega anti-comunista mondiale. Il suo vice Dobrianski, inoltre, divenne ambasciatore statunitense alle Bahamas, mentre sua figlia, Paula Dobrianski, fu sottosegretaria di Stato per la democrazia nell’amministrazione di George W. Bush). Inoltre furono gli Stati Uniti ad organizzare i Partiti e movimenti nazisti a seguito dell’indipendenza dall’URSS (dopo averli foraggiati durante il periodo sovietico come strutture stay-behind). Non sorprende, quindi, l’attuale appoggio alle milizie fasciste e al golpe da loro attuato (già santificato dalla Merkel e da una visita della Ashton, Ministro degli Esteri dell’Unione Europea).
Quanto accaduto è in linea con la tattica tenuta dall’imperialismo occidentale in Libia e in Siria. Non potendo, stavolta, contare sulle forze jihadiste e fondamentaliste islamiche l’Occidente si appoggia alla marmaglia fascista, come accade ancora in Venezuela, sotto attacco in questi giorni. La destabilizzazione della regione e la sostituzione del Governo legittimo con una giunta golpista risponde alla necessità dell’imperialismo occidentale (che è in declino) di allargare i propri confini e di isolare il blocco imperialista emergente rappresentato da Russia e Cina.

Il nostro compito

Quale è il nostro compito, il nostro dovere? Anzitutto sostenere l’opposizione antifascista ucraina. Non solo passivamente tramite i doverosi comunicati di solidarietà, ma anche attivamente tramite controinformazione, manifestazioni, documenti di condanna, petizioni di sensibilizzazione a tutti i livelli, assemblee pubbliche. Insomma, dobbiamo prendere tutte le misure necessarie per far capire al popolo ucraino che non è solo nella sua lotta, che tutti i popoli liberi ed antifascisti d’Europa e del mondo li affiancano nella loro lotta, che è anche la nostra. Una nuova guerra santa contro le orde fasciste sta nascendo. Essa non potrà che essere internazionale. E internazionale dovrà essere anche la Resistenza. Questo, in definitiva, il nostro compito: rendere effettivamente internazionale la Resistenza, lottare contro i fascisti ucraini e del nostro Paese, lottare contro l’Unione Europea, i suoi Governi, gli Stati Uniti e la NATO che foraggiano il barbaro fascista.

NON CEDEREMO!
IL FASCISMO NON PASSERÁ!

Lascia un Commento