L’Europa chiude il cielo agli aerei russi

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Da diverso tempo denunciamo la politica ipocrita della NATO che, mentre a parole dice di combattere l’ISIS e il terrorismo, nei fatti combatte la Siria di Assad, favorendo palesemente le bande di mercenari tagliagole create proprio dai servizi segreti dei Paesi dell’alleanza atlantica. In questi giorni è successo un fatto nuovo (e inquietante) che rafforza ulteriormente questa tesi. Cosa è successo? L’Europa e la Turchia hanno chiuso i propri cieli agli aerei russi realmente impegnati nella lotta contro l’ISIS e contro il terrorismo. Ne consegue che i piloti russi sono costretti a seguire rotte che aggirino l’Europa, come segnala il ministero della difesa russo in una dichiarazione riportata da Sputnik. Di seguito le parole di Anatoly Konovalov, vice comandante dell’aviazione strategica russa: “Quella di Olenegorsk è la nostra base aerea più a Nord, il che permette di estendere il raggio d’azione e di effettuare il rifornimento in volo. C’erano determinate circostanze che escludevano altre varianti. L’Europa non ci faceva entrare e neanche la Turchia”.

Quanto accaduto è estremamente grave e dovrebbe spingerci ad una seria riflessione. È difficile non vedere, dietro le azioni dell’Europa e della Turchia, un preciso disegno politico dei vertici della NATO (Stati Uniti in primis) per ostacolare l’azione russa e per favorire i mercenari dell’ISIS (che, ripetiamo, sono stati creati e addestrati proprio dalla NATO) al fine di abbattere il legittimo governo siriano guidato da Assad. Di nuovo i governi europei preferiscono ostacolare chi realmente si oppone alla barbarie dell’ISIS. Essi non si limitano all’invio di armi, all’acquisto di petrolio, di beni archeologici trafugati e all’invio di danaro. Ora intervengono in maniera più diretta per impedire la distruzione della loro creatura. Servono altre prove per dimostrare la complicità tra NATO e ISIS?

 

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