Le tensioni in Corea e l’atomica di Pyongyang

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“La Corea del Nord è una minaccia!”, “Kim Jong Un è un pazzo!”, “Il dittatore nordcoreano è un pericolo per l’umanità e per la pace!”. Quante volte abbiamo sentito o letto queste frasi di bassa lega sui mass-media nazionali ed internazionali? Tantissime, soprattutto negli ultimi anni e ancor di più nelle ultime settimane, a seguito del nuovo test missilistico di Pyongyang. Tutta la potenza di fuoco della (dis)informazione borghese è puntata sulla Repubblica popolare democratica di Corea (o, più semplicemente, Corea del Nord). Sorgono spontanee due domande: la Corea del Nord è davvero l’unica minaccia? E poi: Pyongyang ha diritto a possedere un’arma atomica? Andiamo con ordine.

Cose non dette: le minacce di Seoul

Piccola premessa, che tornerà utile anche in seguito: la Guerra di Corea, scoppiata nel 1950, non si è mai conclusa in modo definitivo, ma solo con un contestatissimo armistizio che ha lasciato in sospeso la questione dell’unificazione nazionale (che stava alla base di tutto) e che ha visto l’occupazione statunitense della Corea del Sud. Questo ci aiuta a capire molto. Detto ciò torniamo a noi. Il giorno 12 settembre 2016 è apparso sul sito online del “Corriere della Sera” (a metà del sito, non in cima e a caratteri cubitali, beninteso) un articolo inquietante dal titolo: “La minaccia nucleare nordcoreana e il piano di Seoul: «Pronti anche a radere al suolo Pyongyang»”. Già dal titolo si capisce il livello dell’informazione italiana. Il test missilistico nordcoreano è una “minaccia”, mentre la dichiarata volontà sudcoreana di radere al suolo Pyongyang (e, di conseguenza, sterminare tutti i suoi abitanti) è semplicemente un “piano”.

Ma andiamo avanti e proseguiamo con la lettura dell’articolo. Scopriamo così che esiste un piano militare elaborato da Seoul (reso noto di recente, il che ci spinge a chiederci quando esso fu approvato) chiamato “Korea Massive Punishment & Retaliation”, ossia “Punizione massiccia e rappresaglia della Corea”. Il nome è già un programma. Ma cosa prevede questo piano? Semplicemente “l’esercito sudcoreano è pronto «a radere al suolo Pyongyang, ridurla in cenere, cancellarla dalla carta geografica» se dovessero essere scoperti preparativi dei nordcoreani per l’impiego offensivo di un’arma nucleare”. I sudcoreani vanno oltre. Leggiamo infatti che: “«Tutti i quartieri di Pyongyang, in particolare quelli nei quali si presume possa nascondersi il leader nordcoreano, saranno completamente distrutti da missili e proiettili ad alto potenziale esplosivo non appena il Nord dovesse rivelare segnali dell’imminente uso di un ordigno nucleare. In altre parole la capitale del Nord sarebbe incenerita, cancellata dalla carta geografica».

Come?! La Corea del Sud si lascia andare a queste dichiarazioni e non viene bollata come minaccia per la pace?! Queste terribili dichiarazioni vengono pubblicate di straforo, a metà pagina online, invece che in prima pagina e a caratteri cubitali? Non vengono spese parole di dura condanna, la leadership sudcoreana non viene marchiata come tirannica, assetata di sangue, minacciosa per la pace e l’umanità? Ma l’informazione non dovrebbe essere indipendente e super partes?

Il diritto nordcoreano all’arma atomica

I tentativi di Pyongyang di arrivate all’arma atomica vengono attaccati da più parti con la solita retorica propagandistica di cui abbiamo già parlato. Beninteso, chi scrive spera di arrivare a vedere un mondo libero da questa terribile arma, ma purtroppo bisogna vedere la realtà per quella che è e non per quella che vorremmo fosse. E, ovviamente, agire di conseguenza. Detto questo bisogna quindi sottolineare che in un mondo in cui l’atomica esiste il suo possesso non può essere monopolio di poche potenze che detengono questo diritto in virtù della propria forza o grandezza o per qualche imprecisato diritto divino. Una volta che l’atomica è concessa ad una nazione allora deve essere concessa anche a tutte le altre o si arriverebbe alla supremazia di una sola parte che schiaccerebbe sotto il proprio tallone di ferro tutte le altre. Perché, chiediamo, Pyongyang non dovrebbe avere l’arma atomica, mentre essa è concessa a Washington? Se si tratta solo di una minaccia reale o sentita allora non sarebbe meglio togliere l’arma agli Stati Uniti che, nella storia dell’umanità, sono stati gli unici ad usarla per ben due volte su una popolazione inerme? Di più: sono loro che hanno speso 1000 miliardi di dollari per rifare l’arsenale atomico e che piazzano le loro bombe in giro per il mondo, nelle basi che hanno costruito per creare la loro rete imperialista di predominio. La Corea socialista ha, in un mondo come quello in cui viviamo, tutto il diritto a voler sviluppare un arsenale atomico. Vogliamo concludere questo breve articolo con una domanda a cui chiediamo di rispondere. Nella situazione che vive la Repubblica popolare democratica di Corea, accerchiata, minacciata costantemente, sabotata, attanagliata da un feroce embargo e dalle sanzioni, attaccata in continuazione in quella che possiamo definire una vera e propria guerra mediatica, con l’occupazione militare statunitense di una parte della penisola; in questa situazione, dicevamo, Pyongyang ha o non ha il diritto di armarsi e di difendersi? O dovrebbe cedere e subire il destino della Jugoslavia, dell’Afghanistan, dell’Iraq, della Libia e via discorrendo? Perché anche qui sta la chiave di tutto…

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