La visita di Putin in Italia e le sanzioni

putin italia

Ha destato scalpore, nei giorni scorsi, la visita del presidente della Federazione Russa, Vladimir Putin, in Italia. La visita del presidente russo ha lasciato dietro di sé una scia di polemiche che possiamo dividere in due campi:

1) Le polemiche riguardanti la vista ufficiale in quanto tale

2) Le polemiche riguardanti la denuncia delle sanzioni da parte di Putin

Proviamo a riassumere brevemente tutto annotando anche le reazioni internazionali.

Polemiche riguardanti la visita ufficiale

Le principali reazioni al riguardo sono arrivate dagli Stati Uniti, da certa stampa filoamericana e servile fino al ridicolo, da certe parti politiche. La polemica riguarda essenzialmente un presunto cedimento dell’Italia, una possibile rottura del “fronte occidentale”. Nei progetti dell’imperialismo euro-atlantico (ormai, in questo caso, più “atlantico” che “euro”) vi è, infatti, il totale isolamento della Russia. Più volte abbiamo scritto sul tema. Usando la scusa di una presunta invasione militare dell’Ucraina (smentita più volte dagli stessi vertici militari di Kiev), l’ala più dura della borghesia occidentale (a egemonia statunitense) ha iniziato un fallimentare tentativo di isolare completamente il più grande Paese del mondo, risvegliatosi dal lungo sonno in cui fu cacciato dai traditori che hanno distrutto l’Urss. Il risveglio della Russia, unito al riavvicinamento alla Cina, all’India, all’Iran, all’America Latina, insomma: alla creazione di un polo alternativo a quello euro-atlantico, ha segnato l’inizio della fine della traballante egemonia statunitense sul mondo. Di qui la necessità di correre ai ripari. Di qui la necessità di correre ai ripari utilizzando i metodi già descritti (finanziamenti al terrorismo e al fascismo, destabilizzazione di vaste aree mondiali, sanzioni economiche, propaganda…). Come detto all’inizio del paragrafo, la visita di Putin in Italia (pur nell’ambito di una iniziativa mondiale quale è l’Expo) ha destato scalpore e polemiche per la presunta rottura del fronte occidentale. L’Italia, già definita come “l’anello debole della catena” durante il G7 in Germania (è questo il rispetto che gli “alleati” hanno per il nostro Paese e per il nostro popolo?) è tornata nel mirino. Come riferito da “La Stampa” (che, di sicuro, non è la Pravda) del 12 giugno 2015, gli Stati Uniti non hanno gradito la visita del presidente russo. Pur nel contesto dell’Expo essa non sarebbe dovuta avvenire. Al di là di questo il governo degli Usa auspica che il viaggio di Putin in Italia non si trasformi in un successo politico del leader russo, in una rottura definitiva del fronte occidentale e in una modifica delle sanzioni. Per questo l’Amministrazione statunitense si prende la libertà di mettere “sotto controllo” le mosse italiane.

Polemiche riguardanti le sanzioni

Durante la conferenza stampa a due con il Presidente del Consiglio Renzi, Vladimir Putin ha denunciato le sanzioni occidentali alla Russia. Le sue dichiarazioni al riguardo hanno generato un forte dibattito tra chi è a favore delle sanzioni e chi è contrario. I motivi di chi è a favore delle sanzioni sono già state elencate: la Russia va isolata, la Russia va messa in ginocchio, la Russia va distrutta. Ma tutto ciò è impossibile per l’Occidente, caduto in un irrimediabile declino, destinato a perdere la sua egemonia e la propria centralità, destinato al tracollo e alla distruzione (a meno che non vi sia una svolta radicale nella politica occidentale, una svolta che solo il potere del popolo può portare). Chi invece è contrario alle sanzioni cita dei dati economici sulla perdita finanziaria subita dall’Italia e sull’inutilità del blocco economico. Chi si dichiara a favore delle sanzioni si mette in un vicolo cieco. È impossibile piegare un Paese come la Russia utilizzando il sistema del blocco economico, soprattutto se a farlo è un Occidente in costante declino, morso da una crisi economica che non finirà e che sta mettendo in ginocchio i popoli. Evidentemente la lezione di Cuba non ha insegnato nulla a questi “luminari”. Va inoltre considerato il fatto che la Federazione Russa non è per niente isolata a livello mondiale. È vero il contrario: Mosca sta diventando uno dei protagonisti dello scenario mondiale, mentre l’Europa e gli Stati Uniti stanno venendo lentamente isolati. Inoltre è importante sottolineare il fatto che il fronte contro le sanzioni è composto sono solo dai piccoli e medi imprenditori, ma anche dalla grande borghesia italiana, desiderosa di commerciare con la Russia. Le pressioni sul Governo italiano sono quindi molto forti. L’Italia si trova davanti ad un bivio: continuare con una cieca e inutile linea di servilismo verso gli Stati Uniti o allentare la tensione, normalizzare le relazioni e riprendere in mano il proprio destino?

 Le sanzioni: qualche dato

Quale è stato l’impatto economico delle sanzioni imposte alla Federazione Russa? È da sottolineare il fatto che il settore più colpito è quello agroalimentare che, dall’inizio delle sanzioni, ha perso il 53%. In generale nel 2014 le esportazioni verso la Russia sono crollate dell’11,6%. Nel 2015, invece, le esportazioni in Russia sono crollate del 29,5% provocando un danno di 2,5 miliardi di euro (di cui 711 milioni persi nel solo mese di aprile). I dati che abbiamo citato sono presi dal “Rapporto sul commercio estero con i Paesi extra UE”, scaricabile dal sito dell’Istat.

È evidente l’enorme danno che questa politica di sudditanza verso gli Stati Uniti sta portando all’Italia e al popolo italiano. Risulta evidente, tuttavia, anche una iniziale frattura all’interno del fronte occidentale e all’interno della borghesia italiana, stufa del danno economico dovuto alle sanzioni. Come dicevamo in precedenza le pressioni sul governo italiano sono molte e molto forti, ma per ora si prosegue sulla via delle sanzioni, dell’isolamento, della tensione, della guerra economica, della contrapposizione con un Paese e con un popolo che nulla hanno fatto all’Italia, con un popolo fratello. Fino a quando accetteremo questa situazione? Fino a quando permetteremo che il nostro destino venga deciso da una banda di criminali imperialisti?

 

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