La santa alleanza

Il mondo è perduto, l’Europa è in fiamme; dalle ceneri sorgerà un nuovo ordine di cose, o, meglio, l’antico ordine apporterà la felicità ai nuovi regni.”

Klemens von Metternich

Non è un caso se decidiamo di iniziare questo articolo con una citazione del principe von Metternich, abile diplomatico austriaco, cancelliere dell’Impero dal 1821 e, prima, rappresentante austriaco al Congresso di Vienna (nonché tra i principali promotori del Congresso stesso). Spieghiamo subito perché apriamo così questo scritto.


La Santa Alleanza: cos’era…

Per capire tutto dobbiamo ripassare un po’ di Storia. Come tutti sappiamo sul finire del XVIII secolo si aprì, con la Rivoluzione francese, l’era delle grandi rivoluzioni borghesi in Europa. Dopo il terrore giacobino e la decadenza del Direttorio la Rivoluzione cadde nelle mani di Napoleone Bonaparte (prima Console, poi Imperatore). Non è questo il luogo per un bilancio storico dell’epoca napoleonica. Qui interessa notare che l’Impero continuò e diede impulso all’attività rivoluzionaria in Europa. La Francia napoleonica incrementò l’uso delle armi al fine di imporre l’egemonia rivoluzionaria sull’Europa dell’Ancien Régime. Conosciamo tutti come andò a finire l’esperienza napoleonica. Dopo il collasso dell’Impero le potenze vincitrici si ritrovarono a Vienna, riunite in un Congresso che deve decidere il destino della Francia e ridisegnare l’assetto geopolitico d’Europa. Lasciando perdere i risvolti territoriali del Congresso sottolineiamo invece i risvolti politici. L’Ancien Régime aveva vinto, aveva schiacciato l’esperienza rivoluzionaria. Tutte le Costituzioni borghesi concesse da Napoleone vennero abolite. L’aristocrazia, tuttavia, sapeva di essere una classe in decadenza di fronte all’ascesa della borghesia. Sapeva, inoltre, che essa avrebbe reagito e si sarebbe ribellata, prima o poi, alle decisioni del Congresso. Per questo l’umiliazione della Francia rivoluzionaria e dei suoi satelliti non poteva bastare. Il movimento rivoluzionario borghese andava schiacciato definitivamente. Andava impedita ogni rivendicazione democratica, anche utilizzando la violenza. Fu così che nacque la Santa Alleanza, cioè un fronte comune costituito, inizialmente, da Russia, Austria e Prussia avente il compito preciso di mantenere gli equilibri nati dal Congresso di Vienna e di far rispettare le decisioni imposte. Storicamente questo assetto andrà in crisi con lo scoppio della Guerra di Crimea. Politicamente esprimeva tutta la rabbia della nobiltà. Esprimeva l’impotenza e il terrore di una classe in decadenza. Insomma, il condannato a morte tentava in tutti i modi di ritardare l’esecuzione, tentava di prendere quanto più ossigeno poteva. La Storia ci insegna che, dopo qualche anno, la condanna venne egualmente eseguita.


e cos’è

Oggi ci troviamo in una situazione simile a quella nata dopo il Congresso di Vienna, pur, ovviamente, con le dovute differenze.

La controrivoluzione ha vinto quasi ovunque. L’Unione Sovietica, i Paesi socialisti dell’est Europa e dell’Asia sono collassati, feriti mortalmente anche dai colpi dei traditori interni. Il capitalismo regna incontrastato su quasi tutto l’orbe terracqueo. Eppure succede qualcosa. Come altre volte nella Storia il meccanismo si inceppa, il sistema economico capitalista entra in crisi (una fase inevitabile dovuta alla caduta del saggio di profitto). Questa crisi, tuttavia, non è come le altre. È una crisi come non se ne sono mai viste, più profonda persino di quella del 1929, che generò fascismi e guerre. È una crisi sistemica (per approfondire questo tema rimandiamo all’articolo “L’unità necessaria”) che mette in discussione tutto l’attuale sistema. È una crisi che porterà a grandi sconvolgimenti nel sistema capitalista, ma che, molto probabilmente, potrebbe portare al collasso del sistema stesso. Sarebbe la fine della parassitaria classe borghese e il trionfo della classe lavoratrice, del popolo. La borghesia sa bene quello che potrebbe succedere. Per questo imita quanto fatto dalla aristocrazia del XIX secolo. Per questo da vita ad una nuova Santa Alleanza. Oltre alle unioni internazionali (NATO, Unione Europea, EUROGENDFOR) la Santa Alleanza viene replicata anche a livello nazionale. Un caso eclatante è quello dell’Italia (simile, se non identico, a quello greco). Nel nostro Paese le forze borghesi, i partiti di “centrodestra” e di “centrosinistra” si sono uniti e governano assieme nel sacro nome dell’Unione Europea e dell’euro. Il ruolo di Metternich, in Italia, viene replicato dal PD (ci scusiamo con lo spirito di Metternich per il paragone infamante), seguito a ruota dal PDL. Il blocco europeista si è unito per salvaguardare i propri interessi e la propria classe. Su ordine dei padroni, dell’oligarchia finanziaria, queste nullità, questi servi hanno fatto fronte comune per tentare di salvare il salvabile, per mantenere il dogma europeista e per prevenire e impedire qualsiasi sbocco rivoluzionario, qualsiasi sollevazione popolare. La politica di unione iniziata col Governo Monti è stata irrigidita dal boom elettorale del M5S, ma sbaglieremmo a dire che la Santa Alleanza è rivolta solo contro il movimento di Beppe Grillo. Essa è rivolta anche contro tutte le altre forse che vogliono eliminare questa classe dirigente, che vogliono uscire dall’Unione Europea, dall’euro e dalla NATO, che auspicano una sollevazione popolare come unica soluzione per uscire dalla crisi, che si augurano il collasso del capitalismo e la nascita di un sistema economico socialista.

Ancora una volta il condannato a morte tenta in tutti i modi di ritardare l’esecuzione, tenta di prendere quanto più ossigeno può. Eppure, ancora una volta, l’esecuzione della condanna è inevitabile. Il popolo, e solo il popolo, può salvare sé stesso, può azionare il meccanismo della ghigliottina che eliminerà questa classe dirigente e questo sistema economico oppressore, ladro e assassino. E allora uniamoci, solleviamoci e portiamo a termine il nostro compito storico!

 

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