Cuba: la CELAC chiede la restituzione di Guantanamo e la fine del blocco

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Si è svolto, nei giorni passati, il V vertice della CELAC (Comunidad de Estados Latinoamericanos y Caribeños). Durante questa importante assemblea, tenutasi presso Punta Cana (Repubblica Dominicana), i capi di Stato e di Governo di 33 nazioni latinoamericane e caraibiche hanno approvato due documenti in cui chiedono la restituzione del territorio di Guantanamo, occupato da una base navale degli Stati Uniti d’America, a Cuba e la fine del blocco economico, commerciale e finanziario che da decenni Washington impone al mondo per colpire La Habana, colpevole di voler scegliere autonomamente il proprio sistema politico, economico e sociale. Più di una volta la CELAC e l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite si sono espresse su questi temi, ma sono state ignorate dagli Stati Uniti che persistono, impunemente, nel loro stato di illegalità e di non-rispetto del Diritto Internazionale.

Di seguito pubblichiamo il testo, tradotto in italiano, delle due Dichiarazioni speciali. I testi originali sono stati trovati sul sito online del quotidiano cubano “Juventud Rebelde”.

DICHIARAZIONE SPECIALE: RESTITUZIONE ALLA REPUBBLICA DI CUBA DEL TERRITORIO OCCUPATO DALLA BASE NAVALE DEGLI STATI UNITI D’AMERICA A GUANTANAMO

I capi di Stato e di Governo dell’America Latina e dei Caraibi, riunitisi il 25 gennaio del 2017 presso Punta Cana, Repubblica Dominicana, in occasione del V vertice della Comunidad de Estados Latinoamericanos y Caribeños (CELAC):

1)      Ribadendo il loro impegno per il multilateralismo, i principi consacrati nella Carta delle Nazioni Unite e nel Diritto Internazionale, inclusi l’uguaglianza sovrana e la integrità territoriale degli Stati;

2)      Riaffermando il “Proclama de América Latina y el Caribe como una Zona de Paz”, sancito dal II vertice della CELAC, avvenuto presso La Habana (Cuba) il 29 gennaio del 2014;

3)      Riaffermando la Dichiarazione speciale sulla restituzione alla Repubblica di Cuba del territorio occupato dalla base navale degli Stati Uniti d’America a Guantanamo, sancito dal IV vertice della CELAC, avvenuto presso Quito (Ecuador) il 27 gennaio 2016;

4)      Coscienti dell’esistenza per più di un secolo della base navale degli Stati Uniti a Guantanamo, territorio della Repubblica di Cuba costantemente reclamato dal suo popolo;

5)      Agendo alla luce del processo di normalizzazione delle relazioni tra la Repubblica di Cuba e gli Stati Uniti d’America, elemento che contribuisce alla stabilità dell’America Latina e dei Caraibi;

6)      Considerano che la restituzione alla Repubblica di Cuba del territorio occupato dalla base navale degli Stati Uniti a Guantanamo, secondo quanto ripetutamente reclamato dal popolo e dal governo cubano, debba essere un elemento rilevante del processo di normalizzazione delle relazioni tra i due Paesi mediante un dialogo bilaterale appoggiato dal Diritto Internazionale;

Punta Cana, 25 gennaio 2017

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DICHIARAZIONE SPECIALE SULLA NECESSITÀ DI PORRE FINE AL BLOCCO ECONOMICO, COMMERCIALE E FINANZIARIO DEGLI STATI UNITI D’AMERICA CONTRO CUBA

I capi di Stato e di Governo dell’America Latina e dei Caraibi, riunitisi il 25 gennaio del 2017 presso Punta Cana, Repubblica Dominicana, in occasione del V vertice della Comunidad de Estados Latinoamericanos y Caribeños (CELAC):

riaffermano il loro più energico rifiuto alle misure economiche coercitive non supportate dal Diritto Internazionale, incluse tutte quelle azioni unilaterali applicate per motivi politici contro Paesi sovrani che attaccano il benessere dei loro popoli e che sono concepite per impedire loro di esercitare il proprio diritto a decidere, per loro propria volontà, il loro sistema politico, economico e sociale;

reiterando il loro energico rifiuto all’applicazione di leggi e misure contrarie al Diritto Internazionale come la Legge Helms-Burton, inclusi i loro effetti extraterritoriali, ed esortando il Governo degli Stati Uniti d’America affinchè  ponga fine alla loro applicazione;

ricordando che dal 1992 l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha sollecitato con 25 risoluzione le necessità di porre fine al blocco economico, commerciale e finanziario imposto a Cuba dal Governo degli Stati Uniti d’America ed evidenziando l’appoggio di 191 degli Stati membri delle Nazioni Unite alla più recente Risoluzione A/RES/71/5, approvata il 26 ottobre 2016;

1)      Salutano le iniziative fatte per far avanzare i vincoli bilaterali tra Cuba e gli Stati Uniti d’America;

2)      Invitano il Presidente degli Stati Uniti d’America ad adottare tutte le misure che fanno parte delle sue facoltà esecutive per modificare sostanzialmente l’applicazione del blocco contro Cuba ed invitano il Congresso degli Stati Uniti a procedere alla sua eliminazione:

3)      Ribadiscono che suddetto blocco è contrario ai principi della Carta delle Nazioni Unite e del Diritto Internazionale;

4)      Ribadiscono, inoltre, la loro profonda preoccupazione ed il loro rifiuto delle dimensioni extraterritoriali del blocco, cosiccome della persecuzione delle transazioni finanziarie internazionali di Cuba, cosa contraria alla volontà politica della comunità internazionale;

5)      Sollecitano il Governo degli Stati Uniti d’America al rispetto delle successive risoluzioni approvate dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite e che affronti i reiterati richiami della comunità internazionale a porre fine al blocco economico, commerciale e finanziario che mantiene contro Cuba, contrario al Diritto Internazionale e che causa danni ingenti ed ingiustificati al benessere del popolo cubano

Punta Cana, 25 gennaio 2017

 

 

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