Sulle elezioni

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Il 4 marzo si vota dopo aver cambiato tre presidenti del consiglio, cambio effettuato da un parlamento illegittimo votato con la cosiddetta legge porcellum (dichiarata incostituzionale). La situazione in cui si va a votare è a dir poco tragica. Nonostante le varie assicurazioni su una ripresa certa e consistente dichiarata ogni anno da tutti i governi succedutisi (e che non si è mai realizzata), il Paese è al collasso. L’Europa, grazie alla complicità dei governi che hanno votato il pareggio di bilancio, ci impone di non sforare il 3% di debito pubblico. Ma è chiaro a tutti che non si riuscirà a rispettare il 3% anche perché pare che il governo Renzi abbia nascosto che dal bilancio mancano 50 miliardi di Euro, sforamento concesso dalla UE per permettergli di stare a galla, dopo la clamorosa sconfitta al referendum costituzionale concedendo le briciole agli italiani tipo bonus bebè e cazzatine varie. Inoltre è evidente dalle dichiarazioni fatte recentemente da Gentiloni in Germania (secondo le quali in Italia non vinceranno i populisti, ma una coalizione europeista) che comunque vadano le elezioni vi sarà un governo deciso dall’Unione Europea. Ormai ce lo dicono in faccia: “Votate chi volete ma fuori dall’ Euro e dall’ Europa attraverso le elezioni non ci andrete mai!”. Non solo: ci dicono anche che dovremo rispettare tutto ciò che l’Europa ci impone, ossia il Jobs Act, le privatizzazioni, la svendita del patrimonio pubblico, i bassi salari e i tagli a  sanità, istruzione,  e pensioni. Ovviamente tutto a fronte di regali a banche e multinazionali, per non parlare dell’ulteriore aumento della pressione fiscale che serve a mantenere i padroni attraverso il taglio delle tasse ai ricchi e l’abbuono contributivo, senza dimenticare i soldi regalati alle banche (l’ultimo regalo è costato agli italiani 20 miliardi di euro). Tutti i lavoratori stanno pagando i costi di questa Europa!

Ma osserviamo i partiti che si presentano alle elezioni. Ovviamente tralasciamo la destra che evidentemente sta coi padroni e quindi con la UE (anche se finge di essere in disaccordo). Prendiamo quei partiti che si dichiarano di sinistra e alcuni addirittura comunisti. La crisi del capitale e la sua ristrutturazione hanno, si fa per dire, scombussolato, stravolto il quadro politico. In realtà la borghesia ha ormai un sistema politico che controlla totalmente . La destra e la sinistra sono due facce della stessa medaglia. Fingono di avere posizioni politiche diverse, ma nella realtà tutte finalizzate a mantenere alti i profitti del grande capitale e a tutelare i loro immensi patrimoni garantendogli  il massimo sfruttamento dei lavoratori. Basterebbe fare un elenco dei provvedimenti presi dai governi di centro destra e centro sinistra per accorgersi che entrambi sono dalla stessa parte della barricata e che entrambi considerano “democratica” questa società. Non importa se il padrone, grazie al jobs act può licenziare il lavoratore in qualsiasi momento (anzi il centro sinistra l’ha votato in parlamento!),  non importa se milioni di pensionati non arrivano a fine mese e lavorano fino a 67 anni (la legge Fornero è stata anch’essa votata dal centro sinistra!), non importa se vi sono  milioni di disoccupati, milioni di poveri, l’importante è che i profitti dei padroni siano in continuo aumento. Infatti in un anno i patrimoni dei super ricchi del pianeta sono aumentati di mille miliardi, fra essi anche i nostri padroni italiani. Quello che importa è far credere ai lavoratori che se il mercato va bene staranno meglio anche loro e che se l’ Europa si consolida poi staremo tutti meglio. L’ Euro esiste da dieci anni e la condizione di vita dei lavoratori è enormemente peggiorata e continua a peggiorare. Avete voi elettori sentito, in questa campagna elettorale, parlare seriamente della condizione dei lavoratori e di programmi seri per migliorarla? Qualcuno che si dichiara di sinistra ha proposto l’uscita dalla UE? L’unica cosa che dicono tutti i politici, scimmiottando i tecnocrati europei (perché è da li che viene governata l’Italia) è: “Se si rafforza l’ Europa staremo tutti meglio”. Tutti chi, chiediamo noi?

In conclusione la nostra posizione politica sulle elezioni è non andare a votare per non legittimare la dittatura della UE che ci viene imposta da un oligarchia economica  e finanziaria e per farla finita con i finti comunisti che a ogni elezione si presentato come i difensori dei lavoratori e una volta seduti in parlamento si mettono a disposizione della grande borghesia internazionale.

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