Incostituzionale il blocco dei salari dei dipendenti pubblici

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Quest’oggi la Corte costituzionale si è espressa sulla costituzionalità del blocco degli stipendi dei lavoratori pubblici, fermi da anni. Il verdetto è stato, come c’era da aspettarsi, di incostituzionalità. Quello che sconcerta è che la decisione della Corte non è retroattiva: in poche parole i lavoratori pubblici non hanno diritto ad un indennizzo per il danno ingiusto che hanno subito. “Eh” diranno le anime belle “ma se paghiamo gli indennizzi creiamo un buco da 35 miliardi!”. Considerando che spendiamo 80 milioni di euro al giorno in spese militari, considerando che paghiamo tasse elevatissime, considerando i condoni ai proprietari di slot-machine, considerando i regali alle banche risulta difficile credere che non ci siano soldi per i lavoratori. Proprio ieri i quotidiani dedicavano titoli e pagine al fatto che praticamente fino al 23 giugno gli italiani lavorano gratis. O meglio: lavorano solo per pagare le tasse. Una vera e propria schiavitù, come ha dovuto ammettere persino il Corriere della Sera. Viene spontaneo chiedersi dove vanno a finire questi soldi se, alla fine della fiera, lo Stato non può risarcire le vittime dei danni che esso stesso ha creato. Verrebbe da chiedersi se, forse, non sia ora di smettere di pagare queste tasse altissime, che strangolano i lavoratori, almeno fino a che lo Stato non mantenga gli impegni e non offra una contropartita in cambio dell’imposizione fiscale. Quanto accaduto oggi, in ogni caso, dimostra quanto sia allo sbando il nostro Paese. Con una mano lo Stato prende in giro migliaia di lavoratori imponendo un blocco dei salari che anche un bambino avrebbe definito incostituzionale (o criminale, dipende dalla sensibilità della persona), danneggiando i suoi propri dipendenti in un momento di forte crisi economica. Con l’altra mano usa la scusa dell’economia per non pagare i danni fatti. Incredibile! E non pensiamo che questo sia un caso isolato! Dietro alla decisione del Governo sta una linea ben precisa: affamare, schiavizzare i lavoratori per far ingrassare i ricchi banchieri e gli industriali! La classe borghese, il cui unico scopo è il profitto, usa tutti i mezzi pur di spremere danaro ai lavoratori. E quando questi cercano di difendersi vengono o ignorati o traditi, proprio perché, per la loro difesa, si affidano comunque a settori della classe dominante. Infine è importante sottolineare il fatto che sbaglia chi crede che questo provvedimento vada a toccare dei lavoratori privilegiati e fannulloni. Questo sarebbe un grave errore, grave tanto quanto dire che i lavoratori hanno vissuto fino ad oggi al di sopra delle proprie possibilità e quindi devono rimborsare (quelli, semmai, sono proprio i borghesi). Il blocco degli stipendi potrebbe essere imposto, un domani, a tutti i lavoratori, anche privati. E in futuro, come oggi, l’indennizzo per questa manovra incostituzionale potrebbe non arrivare. È necessario, oggi, trovare un’unità di lotta tra lavoratori privati e pubblici contro l’unico vero nemico: la classe dominante, cioè la borghesia.

 

Questa classe dominante incapace, corrotta e criminale deve andarsene! Uniamoci e lottiamo fino alla vittoria finale, fino a che non avremo ottenuto una Italia e un mondo migliore! Per il nostro futuro e per quello dei nostri figli! Per la libertà! Per la democrazia! Per i diritti!

 

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