Cosa sta accadendo in FIOM?

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Cosa sta accadendo in FIOM?

L’ennesimo argine alla democrazia ed ai valori di sinistra eretto questa volta dall’organizzazione sindacale degli operai.

Cosa sta accadendo in FIOM? Da diverso tempo ormai, lo storico sindacato degli operai metalmeccanici sembra la bruttissima figura di se stesso. L’immobilismo rilevato in merito a troppe vicende a danno dei lavoratori tutti è sconcertante tanto da far pensare ad un certo servilismo dell’organizzazione nei confronti del sistema Stato e del sistema padronale: si va dalla privatizzazione di gran parte del patrimonio aziendale pubblico (con conseguenze catastrofiche per i lavoratori); alla modifica dello “Statuto dei Lavoratori” eliminando l’Art.18 e quindi rendendo molto semplice licenziare; all’incentivazione dei contratti a termine; alla possibilità di siglare accordi separati; alla legittimazione delle deroghe ai Contratti Collettivi Nazionali di Lavoro; alla riduzione  sistematica ed eccessiva delle agibilità sindacali; alla possibilità di decurtare stipendi; al possibile demansionamento (con intrinseco mobbing); alla norma che fa si che chi si ammala venga punito con una riduzione del salario (se non con ammende disciplinari) ecc. Con il rinnovo del CCNL metalmeccanico, stanno pensando di introdurre elementi decisamente peggiorativi, con la responsabilità anche della FIOM, quali ad esempio: lo stroncamento (limandolo) del diritto allo sciopero; il far “partecipare” obbligatoriamente i lavoratori a fondi decisi dalle aziende per la previdenza complementare; la concessione alle aziende di maggiore flessibilità, della precarietà e il comando dell’impresa sugli orari; l’assenza di una certezza sull’aumento annuale del salario ecc. Tutti questi accadimenti non vanno certo nella direzione di difesa dei diritti del popolo lavoratore, ed alle tante parole e slogan, la FIOM non ha fatto seguire i fatti. E cosa vieta di pensare che quel paventato a più riprese  ingresso in politica di Landini non sia stato solo il tentativo di fornire l’ennesima “stampella” al Partito Democratico (che tanto nuoce ai diritti dei lavoratori ed in senso lato a tutti i diritti sociali) ed ai partiti dominanti in genere? Veniamo all’ultima “marachella” del Segretario Generale: il Compagno operaio Sergio Bellavita, dirigente nazionale della FIOM, è stato licenziato dalla stessa organizzazione sindacale. In quindici anni di attività in FIOM, sempre al fianco dei lavoratori metalmeccanici anche e soprattutto nelle lotte più dure, Sergio ha sostenuto a testa alta ed a gran voce, quei valori di democrazia e giustizia sociale, rapportati al mondo del lavoro e non solo, che a volte sono risultati scomodi alla linea della sua struttura sindacale, facendolo diventare esponente di spicco de “Il sindacato è un’altra cosa”, corrente di opposizione interna a FIOM e CGIL. La cacciata, avvenuta ad opera del Segretario Generale della FIOM, Maurizio Landini, è giunta improvvisa ma non ha sorpreso nessuno purtroppo. Famosa per i suoi slogan, vorremmo consigliarne uno ad hoc alla FIOM: “Non la pensi come il Segretario Nazionale? Sei Fuori!”. Naturale avere divergenze politiche più o meno importanti, fare riflessioni diverse, avere metodi di comportamento differenti e sempre normale, trovare un confronto, anche critico ma costruttivo per affrontare queste problematiche interne all’organismo ed eventualmente raggiungere una soluzione ove possibile, restando altresì della medesima opinione e posizione. Le epurazioni avvengono ed avvenivano altrove e non dovrebbero avvenire in un sindacato che si dichiara democratico e di sinistra. Sergio non ha commesso alcun errore durante la sua attività di sindacalista, anzi è stimato dai lavoratori che ne apprezzano doti importanti quali la lealtà, l’impegno e l’umanità! Non si comprende quindi questo atto vile. Un esempio: Sergio ha lottato a fianco delle 16 RSA degli stabilimenti FCA di Termoli, Melfi e Atessa, dichiarate “incompatibili” con il loro incarico dalla FIOM, il tutto per aver promosso degli scioperi coordinandosi con altri lavoratori conflittuali contro la metrica del lavoro e contro i sabati di straordinario comandati. Gli scioperi hanno avuto esito positivo e costretto FCA ad assumere 110 operai per coprire quel turno. La FIOM colpevolizza anche questo! Ma come? Un’azienda assume grazie agli scioperi indetti contro la richiesta di condizioni di lavoro schiaviste e la FIOM non condivide e non supporta anzi condanna l’iniziativa ed il risultato della stessa? Semplicemente inconcepibile! Chi scrive è una RSU FIOM da circa un anno e mezzo, onorato di potere intercedere per i miei colleghi di lavoro e di difenderne gli interessi e diritti, onorato di avere collaborato con il Compagno Sergio ma anche ora disgustato dall’organizzazione che rappresento. Non esistono possibilità di lavorare dall’interno per migliorare la situazione se non a rischio espulsione, pertanto invito a riflettere tutti i compagni che come me sono indignati, nel merito di una dimissione repentina. Nel frattempo cercherò di ottemperare all’ultimo cruciale mandato datomi dai lavoratori con un impegno però che terminerà con il raggiungimento dello stesso. Assodato che non vale la pena neppure citare le altre strutture confederali, non resta che l’auspicio di ritrovare un sindacato nel quale riconoscersi e nel quale rimettersi a disposizione per la lotta di classe.

 

 

 

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