Il primo maggio e l’ipocrisia

LAVORO: EMERGENZA SUD; IN 2013 RECORD DISOCCUPATI IN CALABRIA

Si festeggia oggi il primo maggio, quella che è (o meglio: dovrebbe essere) la Festa dei lavoratori. Ovviamente anche il Movimento R-evoluzione si unisce ai festeggiamenti, ma non possiamo fare a meno di denunciare qualche ipocrisia che aleggia intorno a questa ricorrenza. Prima di tutto bisogna notare una certa deformazione del primo maggio. Questo giorno dovrebbe essere sì giorno di festa, ma dovrebbe essere anche (oggi più che mai) giorno di lotta, giorno di rivendicazioni. Non possiamo limitarci ad una inefficace passeggiata, ad un concerto in piazza. Non possiamo limitarci a questo soprattutto ora. Qui va evidenziata la seconda ipocrisia. L’Italia è schiacciata dal peso della disoccupazione che, proprio in questi mesi, ha raggiunto vette altissime (basti pensare alla disoccupazione giovanile, ormai vicina al 50%). Il primo maggio può, davanti a questi dati, limitarsi ad una inefficace passeggiata e ad un semplice concerto?

Terza ipocrisia: i lavoratori in Italia subiscono un atroce sfruttamento. Lavorano a lungo, sottopagati e con la minaccia di licenziamento. Ogni giorno vedono distruggere i loro diritti (non solo quelli lavorativi, ma anche quelli sociali ed economici). Le tasse, che hanno raggiunto valori elevatissimi, erodono il già misero salario. Tolte le tasse arrivano o il mutuo o l’affitto. E questo per chi ha un lavoro fisso. Dall’altra parte vi sono sempre più giovani che si trovano a dover fare un lavoro ancora più sfruttato, ancora più sottopagato e senza la prospettiva di un futuro stabile (pensiamo a tutti quei giovani che sono costretti a firmare contratti semestrali con una paga ridicola, ben sapendo che poi il contratto non verrà rinnovato). Di nuovo la solita domanda: davanti a tutto questo possiamo limitarci ad una inefficace passeggiata e ad un semplice concerto?

Quarta ed ultima ipocrisia: quest’anno la borghesia è riuscita (con silenziosa complicità dei sindacati e di buona parte della “sinistra”) nel suo intento: trasformare il primo maggio da festa dei lavoratori a festa del capitale. Quest’anno non si festeggiano i lavoratori, ma l’expo. Quest’anno non si festeggia quella classe che, sola, manda avanti la nazione, ma il capitale, quello stesso capitale che ha generato la crisi e che, quotidianamente, impone lo sfruttamento, la distruzione dei diritti, la restrizione della democrazia. Il primo maggio si è trasformato in festa dello sfruttamento, del lavoro volontario, dell’eliminazione dei diritti, della distruzione dei lavoratori. Di nuovo, per l’ultima volta, la solita domanda: possiamo, davanti a tutto questo, limitarci ad una inefficace passeggiata e ad un semplice concerto? Finalmente la risposta: NO! Non possiamo limitarci a questo! Fermiamoci, riflettiamo, passiamo all’azione. La sinistra, il movimento socialista, ritrovi il rapporto con le masse! Facciamola finita con coloro i quali attuano politiche inefficaci, riprendiamoci i diritti, il lavoro, riprendiamoci ciò che ci spetta! Il primo maggio deve tornare ad essere la festa dei lavoratori! Il primo maggio deve diventare giornata di lotta e di rivendicazioni! Basta con le passeggiate! Basta con i concerti! È ora di lottare!

 

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