La rivoluzione d’ottobre è ancora viva

leninPartiamo subito col dire che questo breve articolo non è un trattato storico sulla Rivoluzione d’Ottobre, ma costituisce solo una raccolta di pensieri sparsi sul tema e sulle conseguenze dell’avvenimento.
Nella notte tra il 7 e l’8 novembre (ottobre, per il calendario russo dell’epoca) 1917 il popolo russo, guidato dai bolscevichi, prese il potere. Era la prima volta dal 1871 che il popolo si alzava vittorioso contro la tirannia del sistema politico-sociale dominante, cioè la traballante autorità borghese succeduta alla dispotica autarchia zarista. Per la prima volta dal 1871 il popolo, presa coscienza della propria forza e dei propri doveri storici, si riappropriava del potere che gli era stato illegittimamente sottratto e avviava una rivoluzione socialista. Non poteva essere altrimenti.
Proprio questo allarmò le potenze imperialiste. Se le potenze dell’Intesa potevano sopportare la Rivoluzione di Febbraio che depose lo zar e portò al potere il principe L’vov prima e Kerenskij poi, così non poteva dirsi per la Rivoluzione d’Ottobre. Gli imperialisti potevano sopportare (e in qualche modo incoraggiare) una rivoluzione borghese, ma non potevano sopportare una rivoluzione socialista. Proprio per questo, dimenticate le divisioni belliche, quattordici nazioni capitaliste invasero la Russia socialista, a sostegno della reazione interna (zaristi, menscevichi, frazioni del socialisti-rivoluzionari, cadetti ecc.). Proprio allora accadde qualcosa di unico ed inaspettato: i popoli delle nazioni imperialiste si sollevarono in solidarietà al popolo russo, paralizzando i governi e avviando un processo rivoluzionario (le ragioni del suo fallimento esulano dagli obiettivi di questo articolo). Gli invasori si ritirarono, la reazione interna venne schiacciata e il popolo russo poteva, pur in mezzo a mille difficoltà, avviare il processo di costruzione socialista.
Gli imperialisti, tuttavia, non potevano sopportare l’esistenza di uno Stato socialista e decisero di passare al contrattacco. Dopo aver dimenticato lo smacco subito in quei fatidici anni ’10 le potenze capitaliste fomentarono l’odio fascista contro il movimento operaio e contro l’Unione Sovietica. Le truppe fasciste, tuttavia, vennero ricacciate dai confini sovietici. Di più: l’URSS passò al contrattacco e invase le potenze dell’Asse, decretandone la fine. Come disse Hemingway: “chi ama la libertà deve all’Armata Rossa più ringraziamenti di quanti riuscirebbe a darne”.
Ma quale fu la vera grandezza dell’Ottobre? Prima di tutto esso riuscì a dare al popolo russo quei diritti e quella dignità che gli furono negati per secoli dall’autocrazia zarista. In secondo luogo l’Ottobre svolse un ruolo importantissimo a livello mondiale: esso fu l’esempio e la forza trainante di tutti i movimenti di lotta a livello mondiale. Senza l’esempio della Rivoluzione d’Ottobre i diritti di cui godiamo oggi (e che, crollata l’URSS, ci stanno lentamente portando via) non esisterebbero. Senza l’esempio russo i movimenti di liberazione nazionale in varie parti del mondo non sarebbero stati possibili. Insomma, come notò Mao Tse Tung: “Le cannonate della rivoluzione d’Ottobre aiutarono i progressisti cinesi, e quelli di tutto il mondo, ad adottare la visione del mondo proletaria come strumento per studiare il destino delle loro nazioni e per riesaminare daccapo tutti i loro problemi. Seguire la strada dei russi: questa fu la loro conclusione.”
In terzo luogo è da notare il ruolo che la Russia socialista ebbe nel garantire pace ed equilibrio a livello mondiale. Il blocco socialista aveva, infatti, l’importantissimo compito di frenare l’aggressivo blocco imperialista. Vediamo ora, dopo la dissoluzione del Patto di Varsavia, come aggressioni imperialiste e conseguenti guerre nascano praticamente ogni giorno. Vediamo, inoltre, come i diritti per i quali i nostri padri hanno lottato e sono morti vengono quotidianamente calpestati dalla corrotta borghesia che ci tiranneggia.
Ma, ricordiamo, se la borghesia ha tremato una volta può tremare ancora. Se la borghesia è stata sconfitta una volta può venire sconfitta di nuovo. Sta a noi, e solo a noi, far riecheggiare di nuovo le cannonate dell’Ottobre.

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