Monthly Archives: febbraio 2018

Sulle elezioni

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Il 4 marzo si vota dopo aver cambiato tre presidenti del consiglio, cambio effettuato da un parlamento illegittimo votato con la cosiddetta legge porcellum (dichiarata incostituzionale). La situazione in cui si va a votare è a dir poco tragica. Nonostante le varie assicurazioni su una ripresa certa e consistente dichiarata ogni anno da tutti i governi succedutisi (e che non si è mai realizzata), il Paese è al collasso. L’Europa, grazie alla complicità dei governi che hanno votato il pareggio di bilancio, ci impone di non sforare il 3% di debito pubblico. Ma è chiaro a tutti che non si riuscirà a rispettare il 3% anche perché pare che il governo Renzi abbia nascosto che dal bilancio mancano 50 miliardi di Euro, sforamento concesso dalla UE per permettergli di stare a galla, dopo la clamorosa sconfitta al referendum costituzionale concedendo le briciole agli italiani tipo bonus bebè e cazzatine varie.

Sull’asilo paritario di Zorlesco

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L’Art. 33 della Costituzione italiana, al 3° comma, dispone che: [...] “Enti e privati hanno il diritto di istituire scuole ed istituti di educazione, senza oneri per lo Stato”. [...] Dice anche che: [...] “La legge, nel fissare i diritti e gli obblighi delle scuole non statali che chiedono la parità, deve assicurare ad esse piena libertà e ai loro alunni un trattamento scolastico equipollente a quello degli alunni di scuole statali.” [...] Significa che le scuole private non devono comportare oneri per lo Stato e che il privato proprietario deve garantire ai suoi alunni un trattamento almeno uguale (e se vuole superiore) a quello garantito dalle scuole pubbliche e quindi dallo Stato.

L’Art. 34 della Costituzione italiana, cita testualmente: […] “La scuola è aperta a tutti. L’istruzione inferiore, impartita per almeno otto anni, è obbligatoria e GRATUITA”. Questo ultimo fondamentale passaggio, viene sancito ed avvalorato, anche all’interno della “Dichiarazione universale dei diritti umani” dell’ONU.

Schiavismo a Codogno (nel 2018)

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Pubblichiamo di seguito il testo del comunicato congiunto (Movimento R-evoluzione e Convergenza Socialista) sul cosiddetto “baratto amministrativo” proposto dal Movimento 5 Stelle ed approvato dalla Lega.

Pare che lo schiavismo o la servitù della gleba stiano tornando anche a Codogno.

Nei giorni passati, infatti, i giornali hanno pubblicato la notizia secondo la quale la Giunta codognese starebbe preparando il regolamento del cosiddetto “baratto amministrativo”, proposto dal Movimento 5 Stelle con una mozione approvata dal Consiglio comunale il 25 marzo 2017.