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Hanno messo in vendita l’ospedale!

simbolo

I nostri amministratori non vogliono essere da meno dei loro superiori che siedono tra gli scranni del governo. Una delle principali attività del governo è quella di togliere i diritti ai cittadini, tra questi il diritto alla salute. Anche alla giunta casalina, evidentemente, non interessa la salvaguardia della salute e lo sta dimostrando con questa vergognosa decisione di rendere edificabile il terreno dell’ospedale, depotenziando la struttura ospedaliera di Casale (peraltro già abbastanza compromessa) e barattando la salute con gli interessi dei cementificatori.

La scelta di vendere il parco dell’ospedale è assurda. Ogni ospedale ha un parco che lo circonda  e comunque è isolato dalle abitazioni. L’area ospedaliera deve essere e deve restare pacifica. Ne va della tranquillità dei malati . Costruire case adiacenti all’ospedale può arrecare solo disturbo,  oltre che ulteriore riduzione del verde pubblico già ampiamente devastato  dalle scelte delle precedenti amministrazioni .

Senza vergogna!

bandiera

L’amministrazione di centro-sinistra ha fatto un’operazione da manuale: ha venduto la vecchia casa di riposo a chi vuole rifarci dentro una casa di riposo. Strabiliante, per anni le amministrazioni delle finte liste civiche targate PD  (comprensibile che vogliano camuffarsi dietro liste civiche perché a presentarsi come PD c’è da vergognarsi) ci hanno raccontato che non si poteva ristrutturare la vecchia casa di riposo (dopo avere buttato 450 milioni in progetti per la ristrutturazione),  perché i costi sarebbero stati proibitivi, mentre i 9 milioni spesi per la nuova erano una sciocchezza. Sì, perché per fare la nuova casa di riposo i nostri baldi amministratori hanno indebitato i casalini per 33 anni  lasciando inascoltate le nostre proteste perché ritenevamo eccessive le spese di costruzione e di gestione.  Non solo: mentre la vecchia casa di riposo era gestita dal comune la nuova era gestita da un dirigente e da un consiglio di amministrazione che costavano all’apertura sui centomila euro.