Monthly Archives: giugno 2015

Con la Grecia per un secco “no” all’austerity!

bandiera greca

Quando ancora si riescono a ritagliare piccoli spazi di democrazia in un’Europa martoriata dal dispotismo finanziario, l’intervento delle marionette, che rispondono direttamente ai fondi monetari, subito si fa sentire e subito viene amplificato dai mezzi di comunicazione asserviti alla dittatura finanziaria europea. Ormai, siamo abituati a obblighi calati dall’alto, austerity diffusa e governi scelti direttamente dagli strozzini europei.

Dopo la scelta del presidente greco Tsipras, di rimandare al popolo la decisione di accettare o meno i diktat di BCE e FMI, che pretendono di interferire con la sovranità della Grecia obbligandola ad inasprire riforme politiche ed economiche in modo da colpire la parte più debole del popolo greco, i rappresentanti politici più importanti d’Europa sono partiti a raffica con dichiarazioni antidemocratiche, offensive e volte a diffondere paura e panico.

Incostituzionale il blocco dei salari dei dipendenti pubblici

corte-costituzionale

Quest’oggi la Corte costituzionale si è espressa sulla costituzionalità del blocco degli stipendi dei lavoratori pubblici, fermi da anni. Il verdetto è stato, come c’era da aspettarsi, di incostituzionalità. Quello che sconcerta è che la decisione della Corte non è retroattiva: in poche parole i lavoratori pubblici non hanno diritto ad un indennizzo per il danno ingiusto che hanno subito. “Eh” diranno le anime belle “ma se paghiamo gli indennizzi creiamo un buco da 35 miliardi!”. Considerando che spendiamo 80 milioni di euro al giorno in spese militari, considerando che paghiamo tasse elevatissime, considerando i condoni ai proprietari di slot-machine, considerando i regali alle banche risulta difficile credere che non ci siano soldi per i lavoratori. Proprio ieri i quotidiani dedicavano titoli e pagine al fatto che praticamente fino al 23 giugno gli italiani lavorano gratis. O meglio: lavorano solo per pagare le tasse.

La Germania appoggia la militarizzazione dell’Europa

euro

Da ormai diversi anni diciamo che, con lo scoppio della crisi economica, ci troviamo all’alba di un grande cambiamento storico. Il declino dell’Occidente e l’ascesa di un blocco alternativo sta distruggendo l’egemonia statunitense nata con il collasso dell’Unione Sovietica. Il ritorno sullo scenario internazionale della Russia, l’ascesa a prima potenza economica mondiale della Cina, la perdita dell’America Latina, la progressiva perdita dell’Asia, il caos totale in Medio Oriente e in Nord Africa, la perdita dei vecchi alleati nella medesima regione, la crisi totale dell’Europa, tutti questi fattori comportano il declino del blocco imperialista euro-atlantico (in sostanza il blocco rappresentato militarmente dalla Nato: Stati Uniti ed Unione Europea).

La visita di Putin in Italia e le sanzioni

putin italia

Ha destato scalpore, nei giorni scorsi, la visita del presidente della Federazione Russa, Vladimir Putin, in Italia. La visita del presidente russo ha lasciato dietro di sé una scia di polemiche che possiamo dividere in due campi:

1) Le polemiche riguardanti la vista ufficiale in quanto tale

2) Le polemiche riguardanti la denuncia delle sanzioni da parte di Putin

Proviamo a riassumere brevemente tutto annotando anche le reazioni internazionali.

Polemiche riguardanti la visita ufficiale

Le principali reazioni al riguardo sono arrivate dagli Stati Uniti, da certa stampa filoamericana e servile fino al ridicolo, da certe parti politiche.