Monthly Archives: settembre 2013

Solo per nostalgici?

Proponiamo questo interessante articolo, tratto da Il Buio, sulle conquiste del socialismo reale in Unione Sovietica.
Mentre in ogni parte del mondo c’erano Stati che seminavano schiavitù, guerre di conquista e che mettevano l’uomo contro l’uomo, in uno Stato si provava ad accrescere culturalmente, economicamente e socialmente l’intera collettività. Ci si provava e delle conquiste per il popolo intero sono state realizzate, prima di disintegrare quel sogno sotto i colpi incessanti del dominio occidentale, che si radicava in maniera subdola nel socialismo reale stesso per abbatterlo.
Dall’altra parte del mondo ogni cittadino era (ed è!) pezzo integrante della macchina capitalista, alla quale gli hanno fatto giurare fedeltà a costo della propria vita da sfruttato oppure dell’illusione di poter governare e trarre benefici da quel sistema.

Movimento R-Evoluzione

Valentina-Tereshkova1. L’Unione Sovietica è stato il primo stato nella storia del genere umano a porre fine alla fame attraverso la collettivizzazione delle terre. Molti paesi altamente sviluppati di oggi (come gli Stati Uniti) non sono stati in grado di porre fine a questa piaga (o non vogliono).
2. E’ lo Stato che sostenuto l’onere maggiore nella seconda guerra mondiale per sconfiggere l’esercito nazista, gli analisti militari sostengono che il l 70% dell’esercito nazista è stato sconfitto sul fronte orientale, circa 24 milioni di sovietici sono morti nella più grande guerra della storia per fermare Hitler e la sua ideologia genocida. Tuttavia, oggi ci mostrano gli Stati Uniti come vincitore di questa guerra, e parte del merito va ai film (di propaganda) di Hollywood.
3. L’URSS ha condotto la campagna mondiale per sradicare il vaiolo nel mondo, una malattia che ha preso milioni di vite ogni anno in particolare nei paesi del terzo mondo, nelle ex colonie degli stati capitalisti. Sono stati trattati 15 milioni di casi di vaiolo in 31 paesi, in modo da sradicare la malattia.
4. Il tanto vituperato sistema sociale sovietico garantiva: – Giornata lavorativa di 7 ore, 6 per gli specialisti. -Pensioni per anziani e disabili. Pensionamento a 60 anni per gli uomini a 55 per le donne. Per i lavori usuranti (miniere, industria pesante, ecc. ) l’età era abbassata a 50. Per ricevere la pensione completa bisognava lavorare tra i 20 ei 25 anni. – Congedo di maternità, dall’inizio della gravidanza, e un anno dopo la nascita, circa 20 mesi in totale. – Malattia pagata al 100% dello stipendio. – Un mese di ferie retribuite da parte dello Stato.

Siria: il nostro punto di vista

L’impero statunitense dopo il crollo del blocco socialista.

Il pericolo di una guerra alla Siria da parte dell’imperialismo americano dimostra la tracotanza  degli Stati Uniti, ma anche la sua debolezza. Oramai l’impero fatica sempre più a reggersi. Se dopo la caduta del muro gli USA restavano la più grande super potenza, sia politica che militare, a distanza di ventidue anni dalla caduta dell’Urss l’impero comincia a vacillare. A volte si è portati a credere che una simile potenza sia eterna o che occorrano secoli prima che si sgretoli. Questo è stato vero nella storia antica (si possono portare come esempio l’impero egizio, l’impero romano, l’impero mongolo ecc.).Oggi, però, tutto viaggia a ritmi più veloci e quindi gli Usa, che dalla fine della seconda guerra mondiale hanno assunto il ruolo di gendarme dell’imperialismo, sono in grosse difficoltà. L’espansione del loro impero dovuta  all’inglobamento degli ex paesi del Patto di Varsavia nel sistema capitalistico e la guerra all’Iraq e all’ Afghanistan ha reso gli Stati Uniti più deboli, anche perché queste guerre sono costate miliardi di dollari e non sono state vinte (in pratica hanno fruttato esclusivamente alle multinazionali delle armi).

CAOS TEATRO: ALTRA FIGURACCIA DELLA GIUNTA PARMESANI

Il comune di Casalpusterlengo non ha più chi gestisce il teatro. Lunga è la storia del teatro di Casale. Dopo essere restato chiuso per parecchi anni, la giunta di centro-sinistra a guida Rebughini volle ristrutturarlo per riconsegnarlo ai cittadini. Meritevole l’intenzione, purtroppo però non vennero valutate bene le possibilità e i modi di farlo funzionare.
Si pensò subito di darlo in gestione al privato. Il centro-sinistra al tempo era in grande trasformazione ed aveva sposato in pieno la politica liberista che ha come principio: “ il privato è bello “! Tradotto, si è ristrutturato il teatro con i soldi dei cittadini e lo si è consegnato a un privato che ci ha guadagnato.