Il petrolio russo

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Quotidianamente i mass-media ci bombardano con notizie riguardanti il petrolio russo, come se esso ed il gas fossero le uniche risorse o fonti di sostentamento della Federazione russa. Non voglio, ovviamente, entrare in un campo che non mi compete e che conosco solo attraverso articoli di persone ben più esperte di me (e, a quanto pare, ben più informate di alcuni giornalisti italiani…). Voglio, in queste poche righe, ripercorrere brevemente la storia del petrolio russo dopo lo scioglimento dell’Unione sovietica e la fine del socialismo in Russia. Una rapida analisi, insomma, degli anni che vanno dalla disastrosa “era” El’cin ai primi anni del primo mandato del presidente Putin. Questo ci permetterà di parlare, seppur rapidamente visto il poco spazio a disposizione, dell’ascesa degli oligarchi e della successiva ri-statalizzazione del petrolio russo.

La crisi economica ci porta nel baratro

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Iniziata nel 2007 negli Stati Uniti d’America, diventa crisi economica generalizzata (mondiale o quasi) nel 2009. Suddetta crisi scaturisce a causa dell’implosione del capitalismo, giunto al culmine della sua parabola discendente, la sovrapproduzione rispetto alla domanda del mercato ne ha generato un arresto repentino con ovvie conseguenze per le aziende e per tutto il sistema finanziario.  Oggi, a distanza di 7 anni la crisi non accenna ad attenuarsi e gli effetti da essa provocati, oltre che impressionanti nei numeri, sono devastanti, specialmente per il popolo lavoratore, che più di tutti ne ha fatto inesorabilmente le spese. Anche i piccoli imprenditori, i commercianti, gli artigiani e le partite iva in generale sono stati duramente colpiti, il malessere è quindi globale.

Resistere rende liberi!

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Pubblichiamo, di seguito, l’intervento fatto dal compagno Fabio Bellin, presidente della sezione ANPI di Zorlesco, durante i festeggiamenti per il 71° anniversario della Liberazione.

 ”IL 25 APRILE AI GIORNI NOSTRI.

FESTEGGIARE IL 25 APRILE SIGNIFICA VIVERLO OGNI GIORNO.

Oggi festeggiamo il 25 Aprile, festa della liberazione dalla dittatura fascista e dall’occupazione nazista. In particolar modo voglio ricordare coloro che furono protagonisti di questa autentica impresa, si possono definire eroi, ribelli, combattenti…sono i partigiani.

Riflessioni sul 25 aprile

resistenza

Oggi, come tutti gli anni, celebriamo la Liberazione dell’Italia dal fascismo e dal nazismo. Oggi, come tutti gli anni, rendiamo il giusto onore alle partigiane e ai partigiani, a tutti quei nostri compatrioti che, anche a costo della vita, resistettero e sconfissero il tiranno fascista e l’invasore nazista. Ma il nostro non può essere un mero esercizio retorico, non possiamo limitarci alla sola memoria e al solo ricordo. Il 25 aprile deve rappresentare, per noi, una giornata di ricordo, certo, ma anche di riflessione. In questa gloriosa giornata dobbiamo chiederci: è questa l’Italia che avrebbero voluto i partigiani? L’Italia è davvero libera? All’invasore nazista se ne è sostituito un altro che, occupando militarmente il nostro Paese, ne limita prepotentemente la sovranità e l’indipendenza. È questa la Liberazione che avrebbero voluto i partigiani?

Cosa sta accadendo in FIOM?

Fiom

Cosa sta accadendo in FIOM?

L’ennesimo argine alla democrazia ed ai valori di sinistra eretto questa volta dall’organizzazione sindacale degli operai.

Cosa sta accadendo in FIOM? Da diverso tempo ormai, lo storico sindacato degli operai metalmeccanici sembra la bruttissima figura di se stesso. L’immobilismo rilevato in merito a troppe vicende a danno dei lavoratori tutti è sconcertante tanto da far pensare ad un certo servilismo dell’organizzazione nei confronti del sistema Stato e del sistema padronale: si va dalla privatizzazione di gran parte del patrimonio aziendale pubblico (con conseguenze catastrofiche per i lavoratori); alla modifica dello “Statuto dei Lavoratori” eliminando l’Art.18 e quindi rendendo molto semplice licenziare; all’incentivazione dei contratti a termine; alla

La nuova Russia. Prospettive per un mondo multipolare

la nuova russia locandina

Il fratello Obama

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Pubblichiamo, di seguito, il testo dell’ultima Riflessione del compagno Fidel Castro, nella quale il Comandante en Jefe della Rivoluzione cubana risponde alla visita del Presidente degli Stati Uniti Barack Obama. La traduzione in italiano è stata fatta dalla redazione di “El Moncada”.

 “I re di Spagna ci hanno portato i conquistatori e i padroni le cui impronte sono rimaste nelle porzioni circolari di terra assegnate ai cercatori d’oro nelle sabbie dei fiumi, una forma abusiva e vergognosa di sfruttamento le cui vestigia si possono scorgere dal cielo in molti luoghi del paese.

In memoria di Marx

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Oggi, 14 marzo 2016, ricorre il 133° anniversario della morte di Carlo Marx. Le sue opere (filosofiche, politiche, economiche e storiche) fanno di lui uno dei pensatori più influenti della storia dell’umanità. Quel triste giorno morì l’uomo, ma non le sue idee che, vive ora più che mai, continuano ad ispirare milioni di individui in tutto il mondo. Il pensiero di Marx è l’arma più potente a disposizione del proletariato, dei lavoratori, per distruggere le catene dell’oppressione capitalista e raggiungere la vera e piena libertà. Vogliamo ricordare questo grande uomo attraverso le parole pronunciate dall’altro fondatore del socialismo scientifico, l’altrettanto grande Federico Engels, durante l’orazione funebre pronunciata al cimitero di Highgate.

La desertificazione del lodigiano

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Nei giorni passati sono apparse sulla stampa locale notizie allarmanti riguardanti la desertificazione del lodigiano. Si legge, in particolare, che “[…]Tra 2015 e 2016 si sono persi servizi postali e bancari, negozi di vicinato, macellerie, piccoli supermercati, con una desertificazione che tocca soprattutto i piccoli comuni, ma a volte anche interi quartieri di paesi più grandi o città […]”. Per esempio, leggiamo sempre nel medesimo articolo, la Banca Popolare di Lodi si vede costretta a chiudere dieci filiali (otto nel lodigiano e due nel sudmilano), i servizi postali di diversi paesi vedono ridotti i loro giorni di apertura e sempre più macellerie, negozi e servizi chiudono. Difficile non vedere dietro a tutto questo i segni della crisi

Aquì no se rinde nadie! In ricordo di Juan Almeida Bosque

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Oggi ricorre l’ottantanovesimo anniversario della nascita del comandante Juan Almeida Bosque, grande rivoluzionario cubano. Vogliamo ricordare la sua figura con questo breve articolo di Radio Reloj, tradotto da “El Moncada”, periodico dell’Associazione nazionale di amicizia Italia-Cuba. Alla conclusione dell’articolo aggiungiamo una nostra personalissima riflessione. A ragione i redattori di Radio Reloj dicono che il comandante Almeida è ancora in prima fila con il popolo cubano. Lo testimoniano l’affetto che il popolo nutre verso di lui e che abbiamo potuto vedere con i nostri occhi e i numerosi murales che riportano il suo famosissimo grido di battaglia. Che facciamo nostro e che, speriamo, diventi presto il grido di tutti i popoli oppressi dal capitale e dall’imperialismo: “AQUÍ NO SE RINDE NADIE!”