Agglomerati neofascisti, parliamone

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La Disposizione XII della Costituzione Italiana recita: “È vietata la riorganizzazione, sotto qualsiasi forma, del disciolto partito fascista”.

La legge del 20 giugno 1952, n. 645 (cosiddetta legge Scelba) in materia di apologia del fascismo, sanziona «chiunque fa propaganda per la costituzione di una associazione, di un movimento o di un gruppo avente le caratteristiche e perseguente le finalità» di riorganizzazione del disciolto partito fascista, e «chiunque pubblicamente esalta esponenti, princìpi, fatti o metodi del fascismo, oppure le sue finalità antidemocratiche».

In barba a quanto sopra citato, dal delineamento della Repubblica, partiti-partitini-movimenti fascisti umiliano la nostra Carta Costituzionale, le leggi dello Stato e l’intelligenza altrui, intesa come l’intelligenza del popolo italiano nella sua totalità, semplicemente con la loro presenza ed in sostanza con la loro sporca/ideologia.

Capitalismo finanziario: il cancro da estirpare

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 PREMESSA IN BREVE:

  • Il capitalismo, con la crisi economica dell’ultimo decennio, sta dimostrando tutta la sua vulnerabilità e tutta la sua assoluta negatività. Approdato nella sua fase più subdola ed aggressiva e probabilmente nell’apice della sua affermazione (almeno sino ai giorni nostri), più precisamente il capitalismo finanziario, associato e tutt’uno con l’imperialismo, è incappato in uno dei possibili intoppi, evidentemente, intrinseco al sistema. Infatti, giunto ad una sovrapproduzione di materie prime e manufatti di ogni tipo, sorta dalla smania di profitto incontrollato (e dalla possibilità di acquisto della piccola borghesia e di parte del proletariato soggiogato, assoggettato e venduto al capitale finanziario), ha generato nella pratica, la condizione in cui l’offerta superasse di gran lunga la richiesta e la conseguenza che i costi della produzione nel suo complesso, non venissero ammortizzati e non generassero il fatturato preventivato con le vendite.

Sulle elezioni

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Il 4 marzo si vota dopo aver cambiato tre presidenti del consiglio, cambio effettuato da un parlamento illegittimo votato con la cosiddetta legge porcellum (dichiarata incostituzionale). La situazione in cui si va a votare è a dir poco tragica. Nonostante le varie assicurazioni su una ripresa certa e consistente dichiarata ogni anno da tutti i governi succedutisi (e che non si è mai realizzata), il Paese è al collasso. L’Europa, grazie alla complicità dei governi che hanno votato il pareggio di bilancio, ci impone di non sforare il 3% di debito pubblico. Ma è chiaro a tutti che non si riuscirà a rispettare il 3% anche perché pare che il governo Renzi abbia nascosto che dal bilancio mancano 50 miliardi di Euro, sforamento concesso dalla UE per permettergli di stare a galla, dopo la clamorosa sconfitta al referendum costituzionale concedendo le briciole agli italiani tipo bonus bebè e cazzatine varie.

Sull’asilo paritario di Zorlesco

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L’Art. 33 della Costituzione italiana, al 3° comma, dispone che: [...] “Enti e privati hanno il diritto di istituire scuole ed istituti di educazione, senza oneri per lo Stato”. [...] Dice anche che: [...] “La legge, nel fissare i diritti e gli obblighi delle scuole non statali che chiedono la parità, deve assicurare ad esse piena libertà e ai loro alunni un trattamento scolastico equipollente a quello degli alunni di scuole statali.” [...] Significa che le scuole private non devono comportare oneri per lo Stato e che il privato proprietario deve garantire ai suoi alunni un trattamento almeno uguale (e se vuole superiore) a quello garantito dalle scuole pubbliche e quindi dallo Stato.

L’Art. 34 della Costituzione italiana, cita testualmente: […] “La scuola è aperta a tutti. L’istruzione inferiore, impartita per almeno otto anni, è obbligatoria e GRATUITA”. Questo ultimo fondamentale passaggio, viene sancito ed avvalorato, anche all’interno della “Dichiarazione universale dei diritti umani” dell’ONU.

Schiavismo a Codogno (nel 2018)

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Pubblichiamo di seguito il testo del comunicato congiunto (Movimento R-evoluzione e Convergenza Socialista) sul cosiddetto “baratto amministrativo” proposto dal Movimento 5 Stelle ed approvato dalla Lega.

Pare che lo schiavismo o la servitù della gleba stiano tornando anche a Codogno.

Nei giorni passati, infatti, i giornali hanno pubblicato la notizia secondo la quale la Giunta codognese starebbe preparando il regolamento del cosiddetto “baratto amministrativo”, proposto dal Movimento 5 Stelle con una mozione approvata dal Consiglio comunale il 25 marzo 2017.

1917-2017: a cent’anni dalla Rivoluzione d’Ottobre

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Fascisti su Marte? No, a Casalpusterlengo

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La piazza di Casalpusterlengo è diventata la piazza dei fascisti grazie al Sindaco che, evidentemente, ha deciso di concederla un sabato sì e uno no.  Un vero  e proprio insulto ai martiri del fascismo e ai partigiani che hanno lottato e sono morti per liberare la nostra città dalla barbarie nazifascista. Una domanda sorge spontanea a chi non conosce Casalpusterlengo: ma il sindaco è di destra o fascista? No, è una vecchia gloria (sic!) del PCI il partito anti fascista che ha dato il più alto contributo alla resistenza e alla vittoria sul nazifascismo. Il PCI, però, non esiste più ed il sindaco è uno dei liquidatori del partito comunista. Adesso, a distanza di anni , è sempre più chiaro perché il partito, che aveva il nome di comunista, è stato sciolto da personaggi che prima portavano le bandiere rosse nelle piazze e urlavano “Morte al fascio!” e ora, nelle città da loro governate, permettono ai fascisti di dimostrare liberamente. 

Codogno: la passerella ferroviaria non va abbattuta!

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La notizia riguardante la volontà di abbattere la storica passerella ferroviaria che collega il centro di Codogno al quartiere San Biagio ci lascia sconcertati e senza parole.

Pare infatti che Rete Ferroviaria Italiana stia subordinando l’erogazione dei fondi per il potenziamento dello Snodo Ferroviario di Codogno (le cui eventuali implicazioni ed impatto, nonchè la sostenibilità rimangono peraltro misteriosi) all’abbattimento della famosa passerella, uno tra i simboli della nostra città. Riteniamo tutto questo intollerabile, anche considerando quanto del patrimonio monumentale della città è stato dismesso ed abbattuto in modo miope dalle precedenti amministrazioni.

Venezuela: il Movimento R-evoluzione condanna e rigetta le parole di Gentiloni

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Dopo qualche ora dal referendum che ha visto la schiacciante vittoria della rivoluzione bolivariana e la nascita della nuova Assemblea costituente venezuelana;  dopo qualche ora da questo referendum, dicevamo, sono arrivate le parole, vuote e prive di senso, del Governo italiano.

Il Presidente del Consiglio Paolo Gentiloni, infatti, ha annunciato che l’Italia (di cui lui e la sua cricca sembrano essersi autonominati unici rappresentanti…) non riconoscerà l’Assemblea costituente e che, anzi, si muoverà per evitare il rischio dittatura a Caracas, soprattutto in seguito all’arresto di Leopoldo Lopez e di Antonio Ledezma.

Il Presidente del Consiglio che, in passato, è stato anche ministro degli Esteri (evidentemente informatissimo…) saprà di sicuro che Lopez e Ledezma non sono stati arrestati, ma semplicemente si sono visti revocare gli arresti domiciliari per non aver rispettato i termini dell’accordo, come prevede la legge.

Codogno: l’Amministrazione intervenga per eliminare l’amianto

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26 luglio 2017

Alla cortese attenzione del signor Sindaco

Alla cortese attenzione dell’Assessore all’ambiente

Alla cortese attenzione della Giunta

Alla cortese attenzione del Consiglio comunale

OGGETTO: Presenza amianto ex cinema cittadino

Con la presente noi, membri del Movimento R-evoluzione e di Convergenza socialista, intendiamo portare all’attenzione della Giunta e del Consiglio comunale un gravissimo problema segnalatoci da diversi cittadini. Ci riferiamo alla presenza di amianto nei locali dell’ex cinema cittadino sito tra via A.Mauri e via Cima XI. Secondo quanto segnalatoci da diversi cittadini parrebbe infatti che nei locali dell’ex cinema cittadino sarebbe presente dell’amianto che, periodicamente, si staccherebbe finendo nelle aree adiacenti. Parrebbe inoltre che tale situazione sia stata documentata e presentata sia alle varie Amministrazioni che hanno governato Codogno, sia alle autorità sanitarie.