Perchè siamo contro i fondi alle scuole private-Risposta al direttore de Il Cittadino

bandiera

Il giorno 22 agosto 2016 il quotidiano locale “Il Cittadino” ha pubblicato la nostra lettera con la quale ci dichiaravamo contrari all’aumento dei fondi alle scuole private di Codogno (e ai fondi alle private in generale). A chiusura il direttore del giornale, dottor Pallavera, commentava nel seguente modo: “Rispettiamo l’opinione del signor Galluzzi, e non vogliamo entrare assolutamente nelle decisioni dell’amministrazione comunale di Codogno, perché non ci compete. Ci permettiamo però di aggiungere in merito qualche domanda: se un operaio volesse far frequentare al proprio figlio una scuola paritaria cattolica, perché non dovrebbe poterlo fare? Perché si esige che le scuole cattoliche debbano essere frequentate solo dai benestanti? Non è forse anche questa un’ingiustizia verso i meno abbienti?”. Pubblichiamo, di seguito, la risposta che abbiamo inviato al dottor Pallavera e al quotidiano da lui diretto.

Contro l’aumento dei fondi alle scuola private!

bandiera

Apprendiamo dalla stampa la volontà dell’Amministrazione comunale di voler aumentare i fondi alle scuole private. Questa decisione ci mette in allarme. Ogni anno, infatti, il Comune versa alle scuole private fondi pari a 106.000 euro (fondi comunali, quindi di tutti i cittadini, non di una parte di essi). Ora la Giunta di Codogno vuole aumentare questi fondi per mantenere le rette “alla portata di molti”. Noi del Movimento R-evoluzione ci opponiamo, come abbiamo sempre fatto, a questa decisione e ne spieghiamo, di nuovo, i motivi.

Viva il 26 luglio!

movimento 26 luglio

Il 26 luglio 1953 un gruppo di giovani rivoluzionari cubani guidati da Fidel Castro assaltò le caserme Moncada e Carlos Manuel de Céspedes. L’azione militare, ferocemente repressa dal regime di Fulgencio Batista, rappresentò l’inizio della Rivoluzione cubana, destinata a trionfare il 1° gennaio 1959, in seguito alla famosa guerriglia della Sierra Maestra.

L’azione del 26 luglio avvenne a seguito del colpo di stato del tiranno Batista, il quale, aiutato dal governo degli Stati Uniti d’America, instaurò un regime dittatoriale, sanguinario e fortemente repressivo. I giovani rivoluzionari si battevano contro l’oppressione del regime, contro la sottomissione della loro patria ad una potenza straniera, contro la delinquenza, contro la corruzione, contro la mafia che allungava i suoi tentacoli sull’Isola. I rivoluzionari del 26 luglio, insomma, combattevano per un mondo migliore. Nonostante il fallimento iniziale e la repressione operata dagli sgherri di Batista il Movimento 26 Luglio continuò la sua lotta e trionfò.

Qualche riflessione sull’Europa

euro

Il referendum britannico e la vittoria del fronte (eterogeneo) che si batteva per l’uscita del Regno Unito dall’Unione Europea ha riportato in primo piano la questione europea, la natura dell’Unione e la lotta tra i suoi sostenitori e i cosiddetti antieuropeisti. Il Movimento R-evoluzione, da sempre, si è espresso contro l’Unione Europea. La cosiddetta “brexit” ci impone ulteriori riflessioni al riguardo.

Che cos’è l’Unione Europea?

La “sinistra” radical-chic e benpensante presenta l’Unione Europea come un paradiso in terra, come la migliore organizzazione possibile. Ma è davvero così? Ovviamente no e non può essere altrimenti. L’Unione Europea è una unione di Stati capitalisti sotto l’egemonia tedesca. È un blocco imperialista contenuto nel più ampio contesto della NATO, quindi alleato degli Stati Uniti e del loro Impero. Ciò è, dopotutto, inevitabile.

Codogno: “Qua non si fa politica”!

sono-vietate-le-discussioni-politiche1

Ritorniamo di nuovo sul divieto di effettuare volantinaggio politico nella città di Codogno, divieto che riteniamo assurdo ed incostituzionale. Riassumiamo brevemente i fatti per chi ancora non dovesse esserne a conoscenza. Il giorno 10 giugno un esponente del Movimento R-evoluzione si è recato presso il Comune di Codogno per avere chiarimenti riguardo il volantinaggio di propaganda politica (il semplice volantinaggio nelle piazze e nei mercati, base e fondamento di ogni attività politica). La risposta ottenuta dagli uffici comunali è stata netta: il volantinaggio di propaganda politica è vietato nella città di Codogno. In base a cosa? In base al Regolamento per l’applicazione dell’imposta comunale sulla pubblicità che, al Capo V-Limitazione e divieti, articolo 5.2 comma 2 recita: “E’vietata su tutto il territorio comunale la pubblicità effettuata mediante distribuzione a mano di volantini o apposizione degli stessi su automezzi in sosta in spazi ed aree pubbliche.” (il regolamento è stato approvato nel 2007 e modificato per due volte nel 2008).

Un secondo bilancio delle elezioni

bandiera

Pubblichiamo, di seguito, un breve documento sulle recenti elezioni codognesi.

Tramite l’ausilio di grafici e conseguenti considerazioni politiche arriveremo ad un secondo, più approfondito,bilancio delle elezioni del giugno 2016

Sull’astensionismo

bandiera

Passata la marea elettorale sono arrivati i primi risultati (in certi casi parziali, in altri definitivi). Ciò che colpisce è, come sempre, l’aumento dell’astensionismo. Lo abbiamo visto anche sul nostro territorio, dove la percentuale di votanti a Codogno (prendiamo questa città come esempio perché, dopo Lodi, è la più importante del territorio) è passata da un 72,58% ad un 65,14%. Ciò vuol dire che il 34,86% dei codognesi non è andato a votare. Una percentuale altissima e che mina fortemente la legittimità politica della nuova (si fa per dire) Amministrazione e del nuovo (ancora: si fa per dire) Consiglio comunale. Ma non vogliamo, in questo articolo, parlare di argomenti solo locali. Vogliamo, come si capisce dal titolo, spendere due parole sull’astensionismo, fenomeno che sta diventando particolarmente pesante nel nostro Paese. Per fare questo dobbiamo rispondere a due domande: che cosa evidenzia l’aumento dell’astensionismo? Cosa fare?

Un primo (breve) bilancio delle elezioni

bandiera

Pubblichiamo di seguito il testo di una lettera inviata dai compagni codognesi a “Il Cittadino”.

Terminate le elezioni è tempo di bilancio. Ci sono principalmente due punti su cui vorremmo concentrare l’attenzione.

Primo: anche a Codogno è aumentato l’astensionismo. Se alle elezioni del 2011 si è presentato il 72,58% degli aventi diritto a questa tornata si è presentato solo il 65,14%. Un fatto che dovrebbe farci riflettere. È evidente che sempre più codognesi sono stufi e non si identificano più nei partiti che si sono presentati alle elezioni.

Il petrolio russo

petrolio russo

Quotidianamente i mass-media ci bombardano con notizie riguardanti il petrolio russo, come se esso ed il gas fossero le uniche risorse o fonti di sostentamento della Federazione russa. Non voglio, ovviamente, entrare in un campo che non mi compete e che conosco solo attraverso articoli di persone ben più esperte di me (e, a quanto pare, ben più informate di alcuni giornalisti italiani…). Voglio, in queste poche righe, ripercorrere brevemente la storia del petrolio russo dopo lo scioglimento dell’Unione sovietica e la fine del socialismo in Russia. Una rapida analisi, insomma, degli anni che vanno dalla disastrosa “era” El’cin ai primi anni del primo mandato del presidente Putin. Questo ci permetterà di parlare, seppur rapidamente visto il poco spazio a disposizione, dell’ascesa degli oligarchi e della successiva ri-statalizzazione del petrolio russo.

La crisi economica ci porta nel baratro

crisi

Iniziata nel 2007 negli Stati Uniti d’America, diventa crisi economica generalizzata (mondiale o quasi) nel 2009. Suddetta crisi scaturisce a causa dell’implosione del capitalismo, giunto al culmine della sua parabola discendente, la sovrapproduzione rispetto alla domanda del mercato ne ha generato un arresto repentino con ovvie conseguenze per le aziende e per tutto il sistema finanziario.  Oggi, a distanza di 7 anni la crisi non accenna ad attenuarsi e gli effetti da essa provocati, oltre che impressionanti nei numeri, sono devastanti, specialmente per il popolo lavoratore, che più di tutti ne ha fatto inesorabilmente le spese. Anche i piccoli imprenditori, i commercianti, gli artigiani e le partite iva in generale sono stati duramente colpiti, il malessere è quindi globale.